05 ott 2013

I Riassunti de "I Giardini della Luna" - CAPITOLO 1




Benvenuti nei riassunti dei libri Malazan!
In questa serie di articoli cercherò di sintetizzare i capitoli dei romanzi, fornendo un resoconto dettagliato di tutte le informazioni che un nuovo lettore dovrebbe ricordarsi, così da riuscire ad apprezzare al meglio i libri successivi.
Sono vietati, nei commenti, gli spoiler sui capitoli e sui libri consecutivi rispetto al riassunto che commentate. Se volete parlare liberamente potete passare sul forum, in cui potrete discutere di tutti i libri della serie Malazan, compresi quelli non ancora tradotti.

Il seguente riassunto è dedicato al CAPITOLO 1 de I GIARDINI DELLA LUNA e contiene SPOILER su tutti i libri e capitoli precedenti.

  

I GIARDINI DELLA LUNA - CAPITOLO 1


L'inizio dei giochi

[Consiglio di leggere attentamente il frammento riportato dai libri di Tallobant ad inizio capitolo, perchè spiega in breve le fazioni in lotta sul continente di Genabackis].


A Itko Kan, un villaggio costiero sul continente di Quon Tali, una vecchia e una giovane pescatrice osservano la parata dei soldati Malazan.
La vecchia ha perso tutta la sua famiglia a causa della guerra, mentre la giovane è affascinata dai militari. La vecchia si arrabbia e ricorda alla pescatrice che l'Impero Malazan li ha conquistati e soggiogati, sottraendogli la libertà; dando sfogo alla propria rabbia la vecchia afferra per i capelli la giovane e quest'ultima riconosce la vecchia: è Rigga/Riggalai la Veggente.
Rigga le fa sapere che sono legate e le predice il futuro: le daranno una spada, un cavallo e la manderanno a combattere al di là del mare, ma un'ombra si impossesserà della sua anima e soltanto il Signore generato nell'Oscurità potrà salvarla.
Allarmato dalle urla della giovane pescatrice, un soldato si avvicina e colpisce Riggalai, stendendola. Dalla borsa di Rigga fuoriescono delle candele rotte.
La ragazza, stranamente, si dice di non preoccuparsi delle candele e cerca le funi che serviranno a lei e a suo padre per andare a pesca il giorno dopo.
Una voce alle sue spalle l'avverte che Rigga è morta. La pescatrice si gira e vede due sconosciuti avvolti in mantelli neri. Il più basso dei due le dice che la Veggente era poco dotata magicamente. Affermazione subito smentita quando la personalità della pescatrice cambia improvvisamente e rivela un'influenza negromantica di Rigga su di lei. Uno degli stranieri dice che dentro le 5 candele sono imprigionate delle anime.
La giovane sembra riprendersi e chiede ai due da dove vengono. Rispondono: “dall'altra parte”. Il più basso degli stranieri ridacchia e alza le mani, facendo scendere sulla strada un velo di ombra. A questo segue l'ululato di 7 giganteschi Segugi che appaiono dal nulla e si lanciano all'inseguimento dei militari Malazan appena passati nella parata. Scopriamo che i due stranieri si chiamano Ammanas e Cotillion e che quest'ultimo è indeciso se procedere o meno con il piano. Alla fine accetta, ma i due non possono lasciare vivere la pescatrice ora che conosce i loro nomi. Cotillion sembra avere un'idea nei riguardi della ragazza, ma Ammanas teme che il tempo perso possa portargli via la sua vendetta nei confronti di Laseen. Cotillion gli rinfaccia che ha sempre sottovalutato l'Imperatrice.
In lontananza si alzano delle terribili grida di uomini, donne e cavalli che fanno rabbrividere la pescatrice. Gli stranieri decidono di risparmiare la giovane e suo padre, avendo per loro altri piani. Ammanas ridacchia e dice: “ Attenzione alle ombre portatrici di doni” e continua dicendo che la pescatrice è perfetta e Laseen “non potrà nemmeno immaginarlo”; conclude cercando di consolare la ragazza: “ Non è poi così male, bambina, essere la pedina di un dio. La ragazza risponde con un concitato “carota e bastone”, frase che era stata pronunciata da Rigga ad inizio capitolo.


L'Aggiunto Lorn ha raggiunto Itko Kan e viene informata dal capitano che la strada è stata chiusa e il traffico dirottato altrove: nulla è trapelato tra i civili. Lorn è il braccio destro di Laseen e chiede al capitano come ha fatto a sfuggire alle purghe dell'Imperatrice dopo che ha preso il posto dell'Imperatore Kellanved. Il capitano sostiene che la gente di Itko Kan è di indole tranquilla.
I due arrivano sul luogo del massacro: più di 400 civili, soldati e cavalli sono stati uccisi. Tra la carneficina emerge un cavaliere: il tenente Ganoes Paran. Paran fa rapporto al capitano e all'Aggiunto: le capanne dei pescatori sono piene di cadaveri tranne 2, in una ha ritrovato delle candele che crede appartengono ad un'anziana ritrovata morta sulla strada [Rigga], l'altra capanna era abitata da 2 pescatori. Al termine del rapporto Paran fornisce la sua idea su cosa abbia trucidato tutte quelle persone: armi naturali e più precisamente denti, appartenenti ad un animale gigantesco. L'Aggiunto e Paran ritornano sul luogo dei delitti per investigare; Lorn gli dice cge è troppo giovane e pieno di sé, ma Paran ribatte sostenendo che è cresciuto dopo aver passato una giornata in quel massacro, o meglio, invecchiato.
Impressionata dal tenente, Lorn decide di promuoverlo a suo aiutante personale e gli spiega cosa ne pensa del massacro: è stata opera di un mago per creare un diversivo. L'eccidio doveva portare fuori strada l'Impero sulle vere intenzioni del mago, legate presumibilmente ai 2 pescatori scomparsi. Lorn ordina a Paran di raggiungere Gerrom e scoprire chi sono i 2 pescatori scomparsi, padre e figlia.


Lorn e Paran ritornano dal capitano e Lorn chiede maggiori informazioni sul reclutamento di soldati in corso nei pressi di Itko Kan, richiedendo una lista di chi si è presentato negli ultimi 2 giorni. Come ultima cosa chiede al capitano la sua opinione sulla scalata dei nobili ai vertici del comando militare. Il capitano risponde che la situazione non è buona.


Il sergente Aragan è addetto al reclutamento dei nuovi soldati in Itko Kan. Riflette sull'arrivo dell'Aggiunto e la definisce “l'assassina di maghi”.
Ad un certo punto si presenta una ragazza giovanissima e Aragan pensa di rispedirla a casa, ma i suoi ordini sono di reclutare chiunque si faccia avanti, così desiste. La ragazza si arruola e chiede di essere mandata a combattere sul continente di Genabackis, sotto il comando di Dujek un-braccio. Aragan accetta le condizioni e le chiede il nome. La ragazza risponde “Dispiacere” [Sorry nella versione originale] e se ne va lasciando dietro di sé una scia di fango; Aragan nota questa strenzza perchè erano settimane che non pioveva e il terreno di Itko Kan non aveva quel colore rossastro.

Paran arriva a Gerron e scopre che la cittadina è deserta. Decide di andare nella sede della Polizia Imperiale per indagare. Lo spettacolo all'interno dell'edificio è di quelli forti: i soldati sono tutti morti strangolati. Paran decide di tornare a Itko Kan, perchè a Gerron non troverà altre informazioni.


Sulla via del ritorno un uomo gli sbarra la strada: è vestito completamente in verde e ha i capelli bianchi. Lo sconosciuto si presenta come Topper e Paran ricorda che è il Comandante dell'Artiglio, anche se Topper minimizza sostenenendo che è ancora Laseen il capo e lui solo un aiutante. I due pranzano insieme e Topper comunica che la situazione è cambiata e l'Aggiunto vuole vedere Paran a Unta, la capitale dell'Impero Malazan.
Topper è un mago e apre un passaggio per il Canale Imperiale per arrivare velocemente a Unta. Descrive il Canale come”ricavato con la forza da... quello che c'era prima qui. E' mai stato raggiunto tanto? Soltanto gli dei possono rispondere”. Da Paran scopriamo che nessun dio rivendica il Canale Imperiale e da Topper che generalmente i Canli hanno poca popolazione.


Alla fine giungono al Portale per Unta e appaiono nella Sala del Trono dell'Impero Malazan. Laseen è presente ed è divertita da Paran perchè ha portato il suo cavallo con sé e dimostra di ricordarsi di lui nell'incontro avvenuto anni prima nella città di Malaz fra Paran, Laseen, il Comandante degli Arsori di Ponti e il soldato con il violino [Fiddler].
Dopo la magra figura con l'Imperatrice, Paran Arriva dall'Aggiunto Lorn. Lorn gli comunica che ha qualche giorno per riposarsi, poi dovrà iniziare le missioni per conto dell'Aggiunto. Paran fa rapporto su quello che ha visto a Gerrom e menziona dei “piccioni neri” come messaggeri di morte. Lorn lo congeda e Paran si dirige verso casa sua.


Paran giunge alla tenuta della sua famiglia nel quartiere dei nobili. Ad aprirgli la porta è un soldato che non conosce, ma Paran intuisce che è un veterano assunto da suo padre per proteggere la casa. L'uomo si chiama Gamet e lo fa entrare in casa avvertendolo che i suoi genitori non ci sono.


Paran scende nella sala da pranzo e conversa con la sorella Tavore. Scopriamo così che Tavore vuole ereditare dal padre il controllo sulla casata e non teme la sorella minore Felisin com erivale. Rivela una forte personalità e non le interessa di apparire bella. Non è contenta di vedere Paran, al contrario dell'altra sua sorella Felisin.


Tavore!



I GIARDINI DELLA LUNA – PROLOGO



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