08 gen 2014

Le Introduzioni a "I Giardini della Luna" - CAPITOLO 11


All'inizio di ogni capitolo dei libri Malazan si può trovare una poesia, un proverbio, un detto popolare, riproduzioni di altri testi, canzoni, poemi epici e scorci sul passato.
Ho deciso di riportare le “introduzioni” anche qui sul blog, perchè le ritengo importanti sia per il nuovo lettore, sia per i veterani. Al loro interno farete alcuni piacevoli scoperte sul mondo Malazan e sono sicuro che riuscirete ad apprezzarle anche se le poesie non sono il vostro forte.
Sotto alla versione tradotta in italiano è presente la versione originale in inglese della stessa introduzione.
In questo articolo copriremo l'introduzione al CAPITOLO 11 de “I GIARDINI DELLA LUNA.
Possibili SPOILER per chi non ha letto il capitolo corrispondente.




I GIARDINI DELLA LUNA – CAPITOLO 11

Ho sognato una moneta
Dal volto mutevole –
Quanti volti giovanili,
quanti sogni preziosi,
e girava e suonava
intorno al bordo dorato
di un calice
incastonato da pietre preziose.

Vita di Sogni
Ilbares la Strega




I dreamed a coin
with shifting face –
so many youthful visages,
so many costly dreams,
and it rolled and rang
'round the gilded rim
of a chalice
made for gems.

Life of Dreams
Ilbares the Hag




__________________________________________________

La notte era scesa
mentre vagavo
il mio spirito slegato
dalla terra o dalla pietra
districato dall'albero
libero da chiodi di ferro
ma come la notte stessa
un sussurro d'aria
privato di luce
così giunsi da loro,
gli scalpellini che tagliano e incidono
la pietra nella notte
illuminati dalle stelle e guidati da una mano.
Che ne è del sole?” chiesi loro.
Non è forse il suo mantello rivelatore,
il calore della ragione
delle vostre forme?”
E uno fra loro rispose:
Nessuna anime può sopportare
gli strali di luce del sole
e la ragione si offusca
quando scende l'oscurità –
così nella notte noi modelliamo tumuli
per te e la tua specie”.
Allora perdonate la mia interruzione”, dissi io.
I morti non interrompono”, replicò lo scalpellino,
arrivano”.

La Pietra del Povero
Darujhistan




The night held close
as I wandered
my spirit unfooted
to either earth or stone
unravelled from tree
undriven by iron nail
but like the night itself
a thing of air
stripped of light
so I came upon them,
those masons who cut and carved
stone in the night
sighting by stars and battered hand.
What of the sun?” asked I of them.
Is not its cloak of revelation
the warmth of reason
in your shaping?”
And one among them answered,
No soul can withstand
the sun's bone of light
and reason dims
when darkness falls –
so we shape barrows in the night
for you and your kin”.
Forgive my interruption, then”, said I.
The dead never interrupt”, said the mason,
they but arrive.”

Pauper's Stone
Darujhistan

 

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