18 mag 2014

Le Introduzioni a "I Giardini della Luna" - CAPITOLO 24

All'inizio di ogni capitolo dei libri Malazan si può trovare una poesia, un proverbio, un detto popolare, riproduzioni di altri testi, canzoni, poemi epici e scorci sul passato.
Ho deciso di riportare le “introduzioni” anche qui sul blog, perchè le ritengo importanti sia per il nuovo lettore, sia per i veterani. Al loro interno farete alcuni piacevoli scoperte sul mondo Malazan e sono sicuro che riuscirete ad apprezzarle anche se le poesie non sono il vostro forte.
Sotto alla versione tradotta in italiano è presente la versione originale in inglese della stessa introduzione.
In questo articolo copriremo l'introduzione al CAPITOLO 24 de “I GIARDINI DELLA LUNA.
Possibili SPOILER per chi non ha letto il capitolo corrispondente.




I GIARDINI DELLA LUNA – CAPITOLO 24



Io sono la Casa
che imprigiona con la sua nascita
cuori demoniaci;
chiusa in ogni stanza
un'antichità infuriata, tremante.
E queste radici di pietra
diffondono crepe profonde
nella terra inaridita
che racchiuderà per sempre il sogno
della frutta; ah, i viandanti vengono alla mia porta
e muoiono d'inedia...

Azath (ii.iii)
Adaephon (b.?)




I am the House
imprisoning in my birth
demonic hearts,
so locked in each chamber
some trembling enraged
antiquity.
And these roots of stone
spread the deepest cracks
in parched ground
holding for ever the dream
of fruit, ah, pilgrims
come to my door
and starve...

Azath (ii.iii)
Adaephon (b.?)



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