28 mag 2016

Steven Erikson - Forge of Darkness [Voto 8/10]



Forge of Darkness [FoD] è il primo romanzo della nuova trilogia di Erikson ambientata nel passato del mondo Malazan. Nel momento in cui scrivo l'articolo manca ancora un libro per concludere la serie, così composta:

The Kharkanas Trilogy
1) Forge of Darkness
2) Fall of Light
3) Walk in Shadow

La recensione presume che il lettore conosca la storia di antagonismo tra Luce, Oscurità e Ombra definita in modo "mitologico" nel Libro Malazan dei Caduti. Per apprezzare al meglio alcuni dei dettagli forniti in seguito suggerisco di leggere prima I Segugi dell'Ombra, ma l'articolo non contiene comunque spoiler maggiori per la trama di FoD o altri romanzi Malazan.



Anomander Purake


Nella vita capita di sbagliarsi. Succede anche di non prestare attenzione ai consigli dati agli altri. Malazan è una serie complessa e alcuni dei suggerimenti principali che vengono dati ai nuovi lettori ruotano intorno alla rilettura. Non è pazzia dei veterani suggerire di rileggere i romanzi per capirli al meglio. Erikson scrive così, in un modo che può essere apprezzato solo sapendo cosa viene dopo.

Quante volte ho dato ad altri lettori, spesso impazienti, questo stesso consiglio? 
Alla prima lettura di FoD non l'ho messo in pratica e il libro mi ha deluso in modo profondo. Negli ultimi mesi ho iniziato la rilettura dell'intera saga, alcuni romanzi sono migliorati, altri peggiorati, ma nessuno ha cambiato faccia come FoD. 

FoD segna la rivoluzione per il mondo Malazan. Così come bisogna essere preparati prima di iniziare la serie principale di 10 volumi, anche in questa nuova trilogia bisogna conoscere le caratteristiche che la distinguono per poterla apprezzare. A mia discolpa posso dire di aver letto il romanzo appena uscito in inglese, quindi nessuno poteva essere preparato ai suoi cambiamenti. Molti sono rimasti delusi da FoD e io stesso ero uscito amareggiato dalla prima lettura. In realtà il romanzo è ad un passo dall'essere un capolavoro e l'unica nota di demerito è per il finale, ancor di più sapendo come inizia il suo seguito Fall of Light

Da qui in avanti ci sono spoiler minori per il libro, quindi abbandonate la lettura se non volete guastarvi la sorpresa. Se posso darvi un suggerimento, lo stesso che io NON ho seguito, è quello di leggere l'intera recensione, perchè è vero che ci saranno alcune rivelazioni, ma soprattutto evidenzierò le caratteristiche del romanzo così da potervi regalare una migliore prima lettura dello stesso sapendo i cambiamenti rispetto alla serie principale.


Raest vs Silanah

Già da una delle tre nuove mappe partono le domande e alcune convinzioni della serie principale iniziano a vacillare. Il dramatis personae è formato da un'ottantina di nomi, ma se speravate di vedere solamente i personaggi conosciuti, avete sbagliato saga. In FoD sono molti di più i nuovi arrivi rispetto alle vecchie conoscenze. Se ci pensate non sono poi tanti i personaggi dei Tiste Andii che hanno vissuto nei millenni precedenti i "Giardini della Luna". Ovviamente i tre fratelli Anomander, Silchas e Andarist sono i primi a venire in mente, insieme a pochi altri come Orfantal, Korlat, Sandalath, Spinnock Durav e Endest Silann.
Se passiamo ai Tiste Liosan ce ne sono ancora di meno: i quattro di "La Casa delle Catene" non mi pare ci siano in FoD e soprattutto alcuni presenti nell'ultimo romanzo TCG, ma stiamo parlando di massimo cinque personaggi e anche qui non sono sicuro ci siano.
Per i Tiste Edur gli unici già visti in precedenza sono Scabandari, Tulas Shorn, Sukul Ankhadu, Menandore e Sheltata Lore. Ci sono tutti in FoD.
Discorso diverso per gli Azathanai conosciuti in precedenza come Dei Antichi. In FoD ritornano alcune vecchie conoscenze come Caladan Brood, ma abbiamo un solo nuovo arrivo in Grizzin Farl, nominato in precedenza solo una volta nel sesto romanzo "I Cacciatori di Ossa".
Sempre dal dramatis personae si possono intuire i vari schieramenti in gioco. Tra gli eserciti abbiamo la Hust Legion, la Urusander Legion, i Warden e le Borderswords, con l'incognita degli Shake. Un'aggiunta del tutto fuori dagli schemi per Malazan è l'inclusione dell'albero genealogico per le famiglie nobiliari Tiste. Il romanzo è diviso in quattro parti, con l'ultima intitolata "The forge of Darkness".

Già prima di iniziare la lettura vera e propria possono iniziare le teorie più disparate. Credo sia la prima volta che un romanzo causa tanto clamore solo dalla mappa!


Silchas Ruin

Al posto dei classici prologhi, in FoD c'è un preludio nel quale il poeta Gallan rivendica la paternità della storia che sta per essere raccontata nientemeno che ad un certo Fisher kel Tath. Successivi interventi di Gallan fanno capire quando viene raccontata la storia a Fisher, probabilmente dopo la fine del decimo romanzo della serie principale. Questo è un punto chiave e va approfondito. Gallan è un espediente meta-narrativo con cui Erikson, pur rivolgendosi a Fisher, in realtà si rivolge direttamente al lettore. La trilogia Kharkanas è una storia raccontata tra due poeti, uno dei quali, Gallan, è ritenuto pazzo dai più. E' una vicenda narrata millenni dopo gli eventi accaduti e alcune cose potrebbero essere state, diciamo così, "dimenticate" o "modificate" dal passare del tempo. Intendiamoci, ciò non vuol dire che dobbiamo considerare nulla la trama di FoD, bisogna però ricordarsi chi racconta la storia, un po' come gli eventi di Darujhistan nell'ottavo romanzo sono narrati da Kruppe e per questo motivo quella trama viene influenzata dalla sua personalità.

Altra cosa di fondamentale importanza da ricordare è che i Tiste, siano essi Andii o altri, non sono umani. Ragionano in modo diverso dagli umani e agiscono in modo diverso. Per ragioni di scrittura si è obbligati a dare alle razze non-umane, nel fantasy o nella fantascienza, caratteristiche umane per farle connettere con il lettore, ma si deve sempre tener presente la differenza. Per i Tiste l'introspezione è molto importante, forse troppo visto l'ingente utilizzo di digressioni morali nel testo. Aye, filosofia in abbondanza! (Già vedo la vostra smorfia).

In conseguenza di queste due caratteristiche, lo stile di scrittura è molto diverso dal tono epico a cui eravamo abituati nel "Libro Malazan dei Caduti". In FoD la scrittura è più focalizzata sul singolo personaggio e non è raro avere cinque pagina di fila con un solo punto di vista e ancora meno raro che in queste cinque pagine, almeno metà siano formate da filosofia. Uno dei punti di forza di Erikson è la sua capacità di descrivere in poche righe qualsiasi cosa e farlo piacere al lettore. Questa tecnica viene quasi abbandonata in FoD. Per fare un esempio, pensate alla tecnica di scrittura di Martin e sostituite filosofia alle parti d'azione e avrete qualcosa di molto simile al risultato ottenuto in FoD. 
E' un cambiamento scioccante perchè si viene da diecimila pagine scritte in modo epico, con rapidi passaggi da un personaggio all'altro e anche se la filosofia è sempre stata importante, non ha mai superato l'azione per numero di pagine come succede in FoD. Potete quindi capire il mio disappunto durante la prima lettura del libro. In retrospettiva è stata una scelta coraggiosa il cambio di stile di scrittura, ma ancora di più è una scelta giusta perchè i Tiste non sono umani, perchè la loro storia è più negativa che positiva, al contrario della serie principale, perchè così si può mostrare la differenza dei tempi rispetto a MBotF. 
Una delle conseguenze dell'uso di uno stile di scrittura più intimo è il fatto di essere molto più vicini al personaggio, diventiamo il personaggio e quando succede qualcosa di brutto il pay-off è molto più crudo di quello che siamo abituati. Nella serie principale succedono molte cose orribili, tra cui stupri e uccisioni, ma essendo più "lontani" dalla storia come punto di vista il lettore ne viene influenzato fino ad un certo punto. In FoD le azioni crude vengono vissute in pieno dai personaggi, le viviamo più da vicino e ciò dona una nuova dimensione emotiva alla lettura.

La filosofia è tanta, inutile negarlo. Sono il primo ad ammettere che a volte è stata abusata nella serie principale e in FoD ne abbiamo ancora di più. Erikson però è al suo meglio nelle digressioni in questo romanzo. Ci sono molti passaggi che potrebbero essere citati e ammirati da intellettuali che disdegnano il fantasy per principio. Di sicuro avrei preferito più azione. Avrei preferito un maggiore focus su quello che succede rispetto alle riflessioni astratte. Nella prima lettura è stato il colpo di grazia: perfino nei "Segugi dell'Ombra", in cui la filosofia abbonda, abbiamo scene epiche in grado di far perdonare una prima parte lenta. Il rovescio della medaglia è che le tematiche trattate sono diventate parti integranti della trama per capire il romanzo e se è noioso in alcune parti sorbirsele, se si vince il torpore iniziale donano una profondità alla lettura e una immersione nel mondo impareggiabili in qualsiasi altro scrittore fantasy, a parte forse Scott Bakker. Quindi capisco che a molti verrà naturale saltare le parti più noiose, ma avverto che sono importanti e non distaccate dalla trama e vi suggerisco di perseverare, così da avere una più alta pletora di emozioni durante le scene "calde".

Gothos

Altra cosa che farà girare le scatole ai veterani è che i personaggi conosciuti appaiono poche volte. Per dire, Anomander e fratelli sono presenti in circa 5 scene nell'intero romanzo. E' una cosa che ancora mi fa arrabbiare perchè capisco il bisogno di creare nuovi personaggi visti i pochi che potrebbero essere in giro nei tempi antichi, ma si poteva dare più spazio ai preferiti dai fan. Nella rilettura il giudizio è stato ammorbidito, ma solo perchè sono più presenti in Fall of Light. In particolare Andarist, a cui gira intorno la trama principale, è praticamente un fantasma e visto che il momento clou lo riguarda da vicino lo si poteva coinvolgere di più. 
Erikson resta però un marpione perchè è riuscito a farmi piacere la giovane Sukul Ankhadu e un certo Scabandari, qui conosciuto come Scara Bandaris. Perfino la mai-troppo-odiata Olar Ethil riceve una degna caratterizzazione e se ciò non la solleva dal ruolo di villain, diciamo che almeno la ridimensiona a creatura vile e contorta, ma un po' meno cattiva del solito. 
Il mitico Kadaspala è presente e assistiamo alla nascita della sua follia.
Ritorna il boss dei boss, Gothos, all'apice della pazzia. Sta scrivendo il suo magnus opus conosciuto come "La Follia di Gothos", anche se al momento ha un titolo più tranquillo del tipo "infinite note da un suicida". Sul fronte Jaghut abbiamo anche Haut e Varandas, entrambi presenti negli ultimi due libri della serie principale. Volevo dedicare un parte della recensione a decantare le lodi umoristiche dei Jaghut, ma so che tutti i lettori conoscono la loro uber-fighezza e sarebbe tempo tempo. Lunga vita ai Jaghut!
Sui personaggi sono stati scritte centinaia di pagine sul forum inglese, perchè ci sono vari misteri che li circondano ad esempio la vera identità di Arathan e sul perchè Grizzin Farl non appaia nella serie principale. Volevo però segnalare un nuovo villain al livello di Mallick Rel e Errastas, scritto in modo magistrale e caratterizzato in modo superbo: Hunn Raal.

Un altro shock in arrivo per il nuovo lettore è il worlbuilding. Per la prima volta nei romanzi Malazan il setting è medievale. Ci sono casate nobiliari, ostaggi scambiati in modo da mantenere la pace tra le casate, poeti a celebrare le gesta eroiche dei soldati, una netta divisione e avversione tra nobili e il popolo. Cosa ancora più scandalosa è che il mondo è privo di magia, solo gli Azathanai e i Jaghut la sanno usare in piccole dosi. Insomma, è completamente differente rispetto al worldbuilding degli altri romanzi. Da questo punto di vista poteva essere approfondito maggiormente il legame tra le tre classi sociali: nobili, soldati e popolo. Se i primi due hanno un'abbondanza di punti di vista, il popolo è quasi ignorato, facendo sembrare Kurald Galain abitato da poche decine di persone. 

La trama è lenta, ci saranno una ventina di combattimenti e azioni in tutto il libro. Riserva però molte sorprese e clamorose rivelazioni. I veterani sul forum inglese sono impazziti creando le teorie più disparate. Ci sono momenti incredibili come il primo, vero, incontro con Burn, la Dea Dormiente. Ci sono momenti felici (pochi) e momenti tristi (molti). Ci sono azioni infami e disonorevoli e momenti prettamente crudeli. Ci sono più storie d'amore in FoD che in tutti i romanzi precedenti e dico di più: l'amore è ciò che causa il cataclisma tra i Tiste. Pur essendo lenta, la trama è "costante", con momenti rivelatori e azioni sparpagliate nelle giuste parti del libro. Non si ha mai la sensazione di leggere un thriller, ma nemmeno ci sono passaggi che invitano il sonno, anche se ad una prima lettura può apparire così. 
L'unico vero punto negativo del libro è il finale, o meglio, la mancanza di esso. Non c'è una convergenza e nemmeno un finale anti-climatico. Sembra piuttosto che la storia si concluda perchè finito il carburante. Ci sono alcuni piccoli cliffhanger, ma nulla di così importante come in DOD. Non mi spiego il perchè Erikson abbia voluto concludere così il libro, ancora di più dopo aver letto il seguito che inizia dove FoD avrebbe dovuto finire. 
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FoD è un testo molto diverso da tutti i precedenti libri Malazan. Partendo dalla scrittura, passando per il mondo e arrivando il finale, fa di tutto per essere un lavoro a sè stante senza dover nulla al "Libro Malazan dei Caduti". Erikson si è reinventato come scrittore e i risultati secondo me sono positivi almeno nella rilettura. Partendo conoscendo le caratteristiche della trilogia anche un nuovo lettore può apprezzare il romanzo, ma capisco perchè molti, me compreso, sono rimasti "bruciati" alla prima lettura senza conoscere nulla della nuova storia. Dal punto di vista della scrittura potrebbe essere il miglior lavoro dell'autore e la filosofia contiene parti che fanno riflettere su tematiche care all'umanità. E' un lavoro molto lento, non aspettatevi il guizzo finale in stile "I Segugi dell'Ombra". Va letto con calma senza divorare 200 pagine al giorno. Sgombrate la mente dai pregiudizi e pensate a FoD come ad un libro non ambientato nel mondo Malazan, almeno all'inizio, per superare le molte differenze rispetto al passato. FoD avrebbe potuto essere un capolavoro se dotato di un finale all'altezza e questo resta il mio unico dubbio riguardo all'opera.  
FoD è un libro scritto per i veterani del mondo Malazan che hanno finito la serie principale. Ci sono svariate rivelazioni che vi lasceranno a bocca aperta e creeranno innumerevoli domande, ma soprattutto sarà un piacere riconoscere dettagli nascosti nel testo riguardanti alcuni dei più amati personaggi in circolazione. Consiglio di ri-leggere gli ultimi tre romanzi della serie principale poco prima di avventurarvi in FoD, così da aver chiara la situazione dei Tiste e sentirvi appagati nel riconoscere i nomi e collegarli con quello che sappiamo succederà millenni più tardi. 

Perchè vedere Scabandari e Silchas Ruin darsi pacche sulle spalle non ha prezzo.

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