07 mag 2016

Steven Erikson - La Polvere dei Sogni [Voto 7.5/10]


Nota: La versione recensita è quella inglese, "Dust of Dreams". La traduzione italiana del romanzo uscirà il 26 Maggio 2016 e si intitolerà "La Polvere dei Sogni".

Ho cercato di trattenermi sugli spoiler parlando più in generale del romanzo, ma non posso assicurare che la recensione ne sia priva per chi ha letto solo i primi volumi della serie. Consiglio di accedere al post solo se si è arrivati ai "Segugi dell'Ombra", per evitare sgradevoli sorprese. 

Ripeto, ATTENZIONE SPOILER!

Avete visto il voto basso che ho dato al romanzo, ma prima di correre in cantina ad armarvi di piccone per venire a distruggermi casa, leggete la nota scritta dallo stesso Erikson all'inizio del romanzo. Dust of Dreams, da ora in poi abbreviato in DOD, è la prima parte di un libro che si concluderà con The Crippled God [TCG]. Non è stato possibile far rientrare tutto in un unico tomo per via dell'elevato numero di pagine, 1278 per DOD e 1192 per TCG nelle mie versioni. Se siete arrivati fino al nono volume vuol dire che conoscete il modus operandi di Erikson e sapete che può volerci anche metà romanzo prima che succeda qualcosa. I setup di Erikson sono tra i più lunghi in circolazione, ad esempio in I Segugi dell'Ombra siamo attorno alle 500 pagine. Nessuno di questi e credo nessun libro in circolazione ha un setup al livello di DOD: escluse le 100 pagine finali, tutto il resto è scritto per organizzare la super-convergenza dell'ultimo romanzo. 1100 pagine di setup per dirla in breve.

Si può procedere in due modi alla recensione di DOD:
1) Considerarlo come un libro singolo. Pur essendo sbagliato perchè concettualmente Erikson stesso ci dice, sempre nella nota iniziale, che DOD non segue il tradizionale arco narrativo dei romanzi, ho scelto di seguire questa linea di pensiero, perchè DOD è a tutti gli effetti un libro singolo. Il costo è uguale ad un libro singolo, il numero di pagine è in linea con gli altri romanzi, ma soprattutto mettetevi nei panni di un nuovo lettore: dopo DOD ha dovuto aspettare mesi per avere sotto mano TCG, non poche settimane. Per questo motivo la seguente recensione non prende in considerazione TCG e tratterà DOD come fosse un normale romanzo.
2) Il modo corretto di recensire DOD sarebbe quello di valutarlo insieme a TCG perchè in effetti sono un unico e gigantesco libro. Molti dei punti negativi che elencherò di seguito spariranno se potrete iniziare subito la lettura di TCG. Non ho scelto questa linea per non far diventare di lunghezza biblica la recensione e per evitare spoiler sul finale della saga.

Per questo motivo il voto non andrebbe preso alla lettera, tanto più che con un setup così grandioso, il payoff (TCG) risulterà molto più emozionante. Migliore è il setup e migliore sarà il payoff e se visto in quest'ottica il duo DOD/TCG credo sia insuperabile. Ora bando alle ciance, riponete i picconi e andiamo a spulciare il romanzo.
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240 personaggi nominati nel Dramatis Personae.
Ripeto, duecentoquaranta. Quando parlo di super-convergenza finale non uso iperbole a casaccio, perchè se ci aggiungiamo i personaggi di TCG superiamo la soglia dei 300. Gestire un cast così esteso non è facile e il 99% degli autori in circolazione nemmeno ci proverebbe. E' da sempre uno dei punti forti di Erikson e non si smentisce nemmeno in DOD. Non ci penso più a questo fattore, ma se vi fermate un attimo a riflettere fa impressione: è vero che dei 240 nominati solo un centinaio sono primari, ma anche 100 personaggi sono più di quelli che un normale scrittore inventerà nel corso della sua intera vita. Quasi tutti hanno poi una propria voce, proprie abitudini e addirittura molte volte si può capire chi parla anche senza che venga detto in modo esplicito. Tehol e Bugg in primis, ma non solo.

Con un numero di personaggi così elevato è inevitabile avere una miriade di trame che camminano parallele nel romanzo e non sto usando una metafora, sono proprio "adiacenti" una con l'altra. Cito solo le principali altrimenti facciamo notte.

I Bonehunters.
Li avevamo lasciati in "Venti di Morte" nella città di Letheras dopo aver distrutto la "tirannia" degli Edur e sottomesso l'esercito Letherii. Come suggerisce la sinossi dovranno avventurarsi nelle Wastelands per combattere un nemico sconosciuto per una causa sconosciuta. Sono di parte perchè io adoro i Cacciatori di Ossa, iniziando dalla mia amata Tavore per finire con il più calvo dei soldati (Kindly :D). Molti di voi adorano già Fiddler e DOD non fa altro che aggiungere epicità a questo personaggio. C'è poco altro da aggiungere perchè fin dai tempi di "La Casa delle Catene" i BH sono diventati la mia famiglia immaginaria e anche in DOD non deludono.

I Barghast.
Sono arrivati anche loro sul continente di Lether dopo un lungo viaggio nei canali. Il loro capo è un certo Onos T'oolan dopo la morte di Umbrall Taur. Questa trama è un po' la sintesi dell'intero romanzo: cinica, senza una via di uscita positiva, cupa, crudele e cruenta. Li odio. Odio i Barghast, la loro cultura, odio tutto di loro. Non perchè siano scritti male, anzi, sono descritti fin troppo bene da Erikson. In questa trama c'è la scena più scioccante dell'intera serie. Non serve aggiungere altro perchè la riconoscerete quando la leggerete. Sono curioso di sentire i vostri commenti al riguardo. Lo stesso Erikson è dovuto intervenire pubblicamente per spiegare i motivi della scrittura di questa scena. Ho già detto che odio i Barghast?

Maschera Rossa.
Sono tra i pochi che ha apprezzato la sua storia in "Venti di Morte". Anche se è morto (e non risorgerà) la sua trama verrà portata avanti in DOD e il lettore attento può già supporre di cosa parlerà. Resto volutamente sul vago perchè questa parte è incredibile e dimostra tutte le capacità di scrittura di Erikson. Il capitolo 24, l'ultimo del libro, è dedicato a questa trama ed è da orgasmo.

Gli Snake.
La migliore new entry di DOD sono gli Snake. Sono un gruppo di profughi in fuga da una guerra ed in cerca di un luogo sicuro in cui vivere. La tematica dei profughi è molto sentita in questi anni in Italia, quindi suggerisco di fare attenzione e capire cosa viene detto. Perchè quella degli Snake è un trama strana, l'accento viene posto sulle parole e non tanto sulle azioni e su quello che succede. Viene fuori il lato poetico di Erikson. Prendetevi il tempo di leggere con cura gli Snake anche se ad una prima lettura potreste non capire molto, perchè il payoff che ci sarà in TCG per questa trama è da infarto. Gli Snake portano avanti una delle più importanti tematiche della saga Malazan: i bambini stanno morendo. Gli Snake sono TUTTI bambini, nessun adulto è lì per confortarli o proteggerli e di protezione ne avrebbero bisogno, visto che sono inseguiti da un nemico implacabile. Migliaia di bambini in un deserto che non perdona.

Gli Shake.
Sarò sincerò con voi: alla prima lettura della saga ritenevo quella degli Shake la trama più noiosa ed inutile di tutte. Peggio di Felisin in DG, peggio della Mhybe in MoI, peggio di RedMask in RG. Per chi non si ricordasse, gli Shake sono guidati da Yan Tovis detta Twilight e da Yedan Derryg detto The Watch. Sono discendenti dei Tiste Andii sul continente di Lether e la loro religione, a cui tutta la loro vita ruota intorno, è basata sul culto della "Prima Riva", la First Shore. La mia iniziale opinione sugli Shake viene distrutta, smembrata, fatta a pezzi dal finale dell'ultimo romanzo della serie. Mentre scrivo ho le lacrime agli occhi pensando agli Shake, a cosa succederà, a come si comporteranno. Reputo Yedan Derryg il personaggio più "badass" dell'intera serie, più di Karsa Orlong o Icarium, non tanto per la sua effettiva capacità di combattimento con la spada (che già è notevole), quanto per la sua tenacia, l'ostinazione del seguire un obbiettivo morto da migliaia di anni e... perchè è badass. Se vi rimarrà impressa una sola cosa dalla recensione DEVE essere questa: leggete con attenzione la trama degli Shake, anche se è pallosa, anche se non vi interessa, anche se odiate quella piagnucolona di Twilight, perchè quando arriverete alla fine vi mangerete le mani a non aver seguito con cura la vicenda. Nella rilettura non ho commesso lo stesso errore, ho seguito con religioso stupore tutta la vicenda, fin da "Maree di Mezzanotte" quando viene nominata per la prima volta Yan Tovis. Se c'è una religione a cui voglio convertirmi è quella della Riva/Costa/Spiaggia o comunque l'abbiano tradotta. La migliore trama dell'intera serie.

Draconus.
Ci sono solo una manciata di pagine dedicate a Draconus ed è lontano dall'essere una delle trame principali, ma come saprete dai "Segugi dell'Ombra", adesso Draconus è libero. Avete presente l'entrata in scena dei supereroi nei film Marvel? Quando arrivano volando e precipitano al suolo, pugno in avanti e distruggono l'asfalto? Sono scene che mi gasano. Dopo aver letto l'entrata in scena di Draconus non posso che ridere di fronte alla miseria delle scene di quei film. L'entrata in scena di Draconus è da omicidio plurimo. Leggere per credere.

Ci sono parecchie altre trame che andrebbero citate, però mi fermo qui. Non voglio guastarvi il piacere della scoperta. L'ultima cosa importante da dire è che gli eventi di DOD si svolgono in contemporanea a quelli de "I Segugi dell'Ombra" e solo verso la fine li superano.

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Fin qui sembra tutto perfetto, a parte i Barghast. In realtà è proprio questo il problema di DOD. La natura del romanzo è tale per cui rappresenta solo l'introduzione al finale della serie. Ci vengono mostrati trame e personaggi grandiosi, ma non succede nulla. Sto esagerando ovviamente, perchè in 1100 pagine qualcosa dovrà pur succedere, ma è la struttura del libro a non funzionare. Erikson ha scritto nella nota iniziale di sapere fin dall'inizio che il finale della serie sarebbe stato diverso dal solito e avrebbe richiesto due volumi per essere descritto. Avrebbe potuto creare una struttura più avvincente, un romanzo che segue il tradizionale arco narrativo, pur rappresentando allo stesso tempo metà del libro finale. Ha adottato una struttura rischiosa, volta ad aumentare il carico emotivo di TCG, ma se consideriamo DOD come romanzo a sè stante, come ho deciso di fare per questa recensione, posso dire a malincuore che Erikson, per la prima volta, ha sbagliato a strutturare un suo romanzo.
C'è un evento degno di nota all'inizio, poi più nulla fino alle ultime cento pagine. Oh, succedono molte cose, alleanze cambiano, personaggi muoiono e altri (ri)nascono, ma nulla che sia all'altezza del cast e della portata epica delle trame. DOD è un antipasto per l'ultimo libro.

Alla prima lettura la carenza nella strutturazione viene "nascosta" dalla massa di informazioni rivelate. Scopriamo molte cose su personaggi, sui canali, sulla convergenza finale, sui nemici, sugli Azath (magari!). Tutto ciò che è stato omesso dai volumi precedenti viene spiattellato in DOD.  Manna dal cielo per un fan Malazico, ma ad una rilettura tutto ciò diventa quasi tedioso, perchè le rivelazioni possono essere tali solo la prima volta, dopo perderanno molto del fascino. Ricordo ancora quando lessi il motivo per cui i Bonehunters dovranno fare quello che dovranno fare. Mi erano cadute le braccia e la mascella. Mi era salita dentro una carica e un orgoglio come poche letture prima di DOD avevano scatenato in me. Per questo motivo, per tutte le rivelazioni sui misteri, DOD alla prima lettura mi era parso un capolavoro. Solo rileggendolo ho scoperto le falle evidenti e ho dovuto ridimensionare il mio giudizio. Il voto assegnato è basso per gli standard di Erikson, anzi, mi spingo più in là: DOD è il libro peggiore della serie insieme a "La Casa delle Catene" e "I Giardini della Luna". Ciò non vuol dire che sia una schifezza, resta superiore alla maggior parte dei libri fantasy in circolazione, ma poteva essere pensato meglio.

Prima di gridare allo scandalo ribadisco che se analizzato insieme a TCG, come sarebbe giusto fare, il romanzo cambierebbe completamente faccia e contribuirebbe a creare un finale da togliere il sonno, ma per questa recensione ho scelto di valutarlo come prodotto a sè stante e i giudizi negativi vengono di conseguenza.

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Venendo da un capolavoro come "I Segugi dell'Ombra" fin da subito la vita non è facile per DOD.  Il punto forte dei Segugi è la filosofia che ruota intorno alla Morte e al rapporto tra divinità e fedeli. La questione delle tematiche è spinosa perchè quello che piace a me potrebbe non piacere ad altri lettori ed entrambi saremmo nel giusto. Io ho ADORATO la filosofia dei Segugi e per la prima volta nella serie credo sia integrata in modo perfetto con la trama, così da aumentare la profondità e il piacere della lettura. Uno dei temi principali di DOD è il tradimento in tutte le sue forme, da quelle ovvie a quelle più nascoste. I temi sono anche qui integrati bene con la trama, forse anche meglio dei Segugi, ma non li ho trovati interessanti. Anzi, mi hanno stufato all'inverosimile. Noia, noia e ancora noia. Ad alcuni potranno piacere più dei temi dei Segugi ed è indubbio che sia scritti altrettanto bene. Io li ho trovati pesanti e se uniamo questa pesantezza ai problemi di struttura (non succede niente!) ammetto che ho fatto fatica a proseguire concentrato nella lettura senza saltare delle parti.
Tutto il romanzo poi trasuda pessimismo come "Venti di Morte", anzi peggio. Sono d'accordo sull'appesantire l'atmosfera per dare più pathos al finale, ma bisogna farlo con stile. Nei Segugi uno dei temi più importanti è quello della Morte, non del fantacalcio, eppure il risultato è un romanzo positivo che dà speranza. Magari alla prima lettura può non sembrare così, ma sapendo come andrà a finire cambia l'esperienza in modo radicale per i Segugi. In DOD peggiora, perchè il finale com'è ormai noto contiene un cliffhanger clamoroso, c'è un episodio in cui viene raschiato il fondo del grimdark e perfino i Cacciatori di Ossa sono negativi e meditano l'ammutinamento. Non si vede la luce in fondo al tunnel come piace dire ai nostri politici.

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C'è una cosa però in cui Erikson è il migliore e DOD conferma la regola: i finali. Gli ultimi due capitoli del libro sono incredibili e non sto esagerando. Nel corso della serie ci sono stati svariati finali da togliere il fiato. Veniamo dai Segugi in cui ci siamo slogati la mascella per quello che succede. Il finale di DOD è al livello di Black Coral e Dragnipur, tanto per citarne due.
Per la prima volta dalla Catena dei Cani vediamo in azione un esercito Malazan in una battaglia in campo aperto. Ed è pazzesca. Tutti considerano gli Arsori di Ponti superiori ai Bonehunters, com'è giusto che sia fino a questo punto della storia, ma suppongo che, come me, molti cambieranno idea e passeranno al lato oscuro venerando Tavore e compagnia dopo quello che succederà nelle Wasteland. Il cliffhanger sta qui. Non vediamo il finale della battaglia. Ma aspettate, c'è ancora un capitolo da leggere e non riguarda i Bonehunters! Cosa potrà mai essere così epico ed importante da meritarsi l'ultimo capitolo e lasciare in sospeso le sorti di una battaglia con i nostri amati Malazan? *ghigno malefico*

Gli ultimi due capitolo vanno letti. E poi riletti. Perchè se siete come me la prima volta li divorerete e non crederete a quello che sta succedendo. Dormiteci sopra. Il giorno dopo ritornateci con questa canzone come sottofondo:




E meditate sulla grandezza di Erikson.

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Conclusione: DOD è un libro che cambia a seconda dei criteri di valutazione. Io ho scelto quelli che lo pongono sotto la peggiore luce, ovvero considerandolo come un romanzo singolo e con una rilettura. Se lo leggete per la prima volta e/o avete già sulla scrivania "The Crippled God" non preoccupatevi troppo di questa recensione negativa per gli standard Eriksoniani e procedete ad immergervi nel finale della saga Malazan.

PS: Quick Ben contro Icarium stava solo giocando!


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