06 giu 2016

Dragonero (romanzo a fumetti) [8/10]



Dragonero [DN] è il primo fumetto della Bonelli ambientato in un mondo fantasy. La versione recensita è la graphic novel uscita nel 2007 lunga quasi 300 pagine. E' una lettura obbligatoria per chi vuole iniziare la serie regolare, perchè è in continuity e spiega l'inizio della storia nel dettaglio. Ho intenzione di rileggere tutti gli albi fin'ora usciti perchè a Ottobre 2017 inizierà la trama delle Regine Nere e durerà per ben un anno!

La seguente recensione contiene spoiler per il romanzo, compreso il finale, ma NON per la serie regolare in uscita ogni mese.
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Non è semplice trovare l'edizione originale del fumetto. Le poche in circolazione su ebay hanno prezzi alti, intorno ai 40€. Per fortuna lo scorso anno è uscita una versione deluxe a colori dal prezzo di 28€. Avendo visto alcune immagini sono sicuro che meriterà il prezzo alto, perchè la colorazione dona un'altra dimensione al fumetto. La copertina della versione a colori è la seguente, potete trovare tutti i dettagli sul sito della Bonelli.




DN è una storia di fantasy classico, molto lontana dal recente trend del grimdark capitanato da George RR Martin. Se vogliamo paragonarlo a qualcuno, allora Terry Brooks è la scelta migliore. La trama principale è infatti molto simile alla sua serie più famosa adattata recentemente in una serie tv. Sappiamo tutti che la Bonelli è molto conservatrice e non ama proporre storie troppo innovative. DN segue questa regola, anche se ci sono novità che potrebbero interessare a tutti gli amanti del fantasy.

Come qualsiasi fantasy che si rispetti, il worldbuilding è molto curato, anzi, è tra i migliori che abbia mai visto sia per quantità, sia per qualità. La più importante organizzazione del mondo è l'Impero Erondariano, di cui i personaggi della vicenda entrano a far parte, a volte non in modo del tutto volontario. La magia è presente ed è custodita dall'Ordine dei Luresindi, i maghi della luce. La novità di rilievo è che sono presenti i Tecnocrati, nati da una scissione con i maghi che perseguono il bene dell'Impero attraverso la scienza e la tecnologia. Ciò dona a DN un fascino rinascimentale, con molte invenzioni che non è possibile trovare nei classici fantasy, ad esempio abbiamo macchinari volanti e armi da fuoco.
Prima dell'inizio del romanzo vero e proprio abbiamo un'introduzione in prosa sugli aspetti salienti del mondo, tra cui l'esistenza di una famiglia di persone dedite all'uccisione di draghi, di cui il protagonista Ian Aranill fa parte. E' evidente che i creatori della serie, Stefano Vietti e Luca Enoch vadano fieri del mondo inventato e hanno intessuto una trama che ci permette di vedere svariati luoghi dell'Erondar tramite il gruppo di personaggi intenti a salvare il mondo. La backstory è abbastanza ampia, con almeno due temi principali trattati nel fumetto:

1) La scomparsa dei Draghi.
2) L'esilio degli elfi, con i Grigi unici rimasti nell'Erondar. 

I draghi, com'è facile intuire dal nome della testata, giocano un ruolo fondamentale per la trama del romanzo. 

La mappa del mondo

La storia si apre sull'Arcelonte, la lunga barriera che divide le terre civili dalle terre dei draghi. Gli obelischi creati dal sangue dei draghi uccisi stanno crollando uno dopo l'altro e la barriera creata per tenere alla larga gli Abominii dal mondo mortale sta vacillando. Alben, il mago, prende le redini di un gruppo disparato, alla disperata ricerca di un modo per salvare il mondo. 

I personaggi coprono vari archetipi tanto cari al genere fantasy:
* Alben è il mago burbero, ma dal cuore tenero;
* Myrva è la tecnocrate che difende la propria gilda, ma ama suo fratello Ian;
* Gmor è l'orco anticonvenzionale amante della lettura che vive in mezzo agli umani;
* Sera è l'elfa costretta ad abbandonare la propria casa per il bene superiore;
* Ian, il Dragonero del titolo, è il protagonista un po' introverso che tenta in tutti i modi di fare la cosa giusta.

I due migliori personaggi principali sono senza dubbio Sera e Gmor. Le loro interazioni sono divertenti e anche se all'apparenza la loro relazione sembra astiosa perchè Orchi e Elfi di solito non vanno d'accordo, è ovvio che fin da subito si stabilisce tra i due un legame profondo di amicizia e fiducia, in quanto entrambi hanno scelto di abbandonare il proprio popolo per vivere in mezzo agli umani. Mi piacerebbe vedere un albo di una giornata tipica dei due quando non sono in missione e sono costretti a condividere la casa. Ci sarebbe da ridere!

Per contro anche in una rilettura non riesco a capire la caratterizzazione del protagonista, Ian. Tutti gli altri personaggi, anche secondari, hanno più attributi e decisione di lui. In particolare mi viene in mente il mai-troppo-lodato Khail Davenant, forse sarebbe stato un protagonista migliore di Ian. Quello che manca a Dragonero è un pò di cattiveria, ma non nel senso di dover andare in giro a rubare caramelle ai bambini, bensì dovrebbe avere più decisione nello svolgere il suo ruolo. E' un protagonista spesso passivo e specialmente in questo romanzo il vero leader è Alben, ma già si sentono i primi presagi di quello che diventerà nella serie regolare dove spesso dovrà sopportare sulle sue spalle tutto il peso della scrittura. Gli autori hanno spesso spiegato il perchè della scelta di un protagonista di questo tipo e vedremo se alla lunga il tutto pagherà. 

Resta il fatto che tutti i personaggi, anche se archetipici, fin dall'inizio sono stati pensati a fondo come personalità e il risultato si vede. Non si ha la sensazione di trovarsi di fronte alla prima opera di un nuovo mondo, ma di imbarcarsi fin da subito in un'avventura già "conosciuta", dove tutti i pezzi del puzzle si incastrano alla perfezione per donare un quadro completo di quella che poteva rimanere l'unica incursione nel mondo Erondariano, ma che per fortuna così non è stato.

La trama è la classica quest per salvare il mondo. 
Il gruppo di eroi dovrà viaggiare in diversi luoghi per raccogliere gli ingredienti  necessari al rituale per bandire nuovamente gli Abominii dal piano mortale. La trama procede fin troppo velocemente, con diverse location visitate nel corso dell'avventura. Se ciò permette al lettore di visitare le meraviglie del worldbuilding, dall'altro lato va a discapito della caratterizzazione dei personaggi che hanno poco spazio oltre agli scontri armati per mettersi in mostra. La scelta si rivela comunque azzeccata, perchè il mondo creato è il personaggio migliore della vicenda e il fumetto si legge come un thriller fulmineo che non lascia spazio alle introspezioni. Il finale vede Ian sviluppare i propri poteri di uccisore di draghi e metterli subito in pratica. Ottima la scelta di far cadere un membro del gruppo e non è Alben come il lettore potrebbe pensare per via dell'archetipo gandalfiano in cui i mentori si sacrificano per il protagonista. Quello che manca alla trama è un po' di politica. Non è un caso se ritengo le parti migliori dell'opera quelle in cui Khail fa presente a Ian la sua inferio... ehm i suoi trascorsi passati nell'esercito e gli espedienti usati per disonorarlo. Ho già menzionato che Khail è il mio pg preferito? 

La sceneggiatura come detto non è originale, però è costante e robusta. Pur presentando una marea di luoghi resta focalizzata sulla quest senza divagare, ci presenta i passati dei vari personaggi senza usare (troppi) infodump e cosa ancora più importante riesce a far entrare fin da subito il lettore in un nuovo mondo fantastico e farlo sentire a casa sua. Pur essendoci un uso estensivo di magia e soprannaturale, la vicenda mantiene toni realistici grazie ai dettagli, come l'uso da parte di Ian di strumenti per determinare la posizione in volo. Ancora una volta lodo il worldbuilding e ribadisco come sia uno dei migliori in circolazione a livello internazionale e senza dubbio il più riuscito a livello italiano. Ci sono alcuni passaggi con personaggi che spiegano cosa sta accadendo nella vignetta, ma sono pochi e non danneggiano il piacere della lettura. I dialoghi non fanno gridare al miracolo ed essendo sul sito italiano dedicato a Malazan, una delle migliori proposte per i dialoghi nel fantasy, la cosa si sente. Non sto bocciando la sceneggiatura da questo punto di vista, ma nemmeno posso esaltarla. I dialoghi sono le parti più importanti in un testo insieme all'azione, ancora di più in un fumetto dove rivestono un'importanza micidiale. Però capisco che gli autori abbiano voluto andare sul sicuro: era la prima proposta di DN al grande pubblico e dato il successo di vendite e la seguente serie regolare senza dubbio è stata una scelta vincente.

Sui disegni devo essere intransigente perchè la serie regolare ha disegnatori assurdi che fanno impallidire nomi internazionali molto più celebrati. Giuseppe Matteoni ha disegnato l'intero albo ed è il copertinista della serie regolare. Proprio la cover è motivo di disappunto. Andate a vedere alcuni capolavori che ha sfornato successivamente in questa stessa serie e credo converrete con me nel dire che quella del romanzo è la peggiore di tutte. Addirittura sembra esserci il Dottor Doom della Marvel in secondo piano. Non so se è la Bonelli che gli ha imposto una cover del genere o se nel frattempo Matteoni è migliorato in modo drastico negli anni fino ad arrivare alla bellezza delle cover degli albi regolari. Forse è un insieme delle due cose, ma resta l'amarezza di una cover che non rispecchia le reali capacità del disegnatore. 

Per fortuna all'interno dell'albo Matteoni si dimostra in forma. Giusto un esempio per farvi apprezzare la differenza con la cover:


Non tutte le tavole hanno questo livello di dettaglio, ma dove è necessario Matteoni dimostra di saper essere un ottimo disegnatore, capace di dare movimento all'immagine e a far immergere il lettore nel mondo. Non dimentichiamoci che è piuttosto diverso disegnare un fantasy rispetto a fantascienza e horror. Essendo la prima proposta del genere dalla Bonelli, il primo fantasy classico puro, Matteoni centra un ottimo punteggio e mantiene la qualità dei disegni dall'inizio alla fine, con alcune splendide tavole ormai diventate iconiche dell'immaginario collettivo dei lettori dragoneriani.

In conclusione consiglio la lettura della graphic novel di Dragonero, ma siate consapevoli che si tratta di un fantasy classico e non delle nuove proposte più cupe che tanto vanno di modo in questo periodo. I personaggi sono (quasi) tutti ben caratterizzati, la sceneggiatura è solida pur senza essere originale e i disegni sono buoni e rappresentano in modo eccellente un nuovo mondo fantasy che fin dall'inizio dimostra di essere stato pensato a fondo dagli autori. Il worldbuilding è la punta di diamante dell'opera e non sfigura accanto ai più blasonati mondi di fama internazionale. 
Come punti negativi abbiamo una trama troppo veloce che presenta troppe location, ma almeno non annoierà il lettore. La debolezza del protagonista Ian viene nascosta in parte da Alben che in questa prima avventura è il leader del gruppo. Il prezzo dell'albo, sia a colori o in bianco e nero, è molto elevato, specialmente se consideriamo che all'uscita con 8€ si poteva portare a casa. Ma soprattutto è il non osare troppo che limita DN nel fare il salto di qualità. Si è scelto il classico rispetto al nuovo e sta ai gusti individuali del lettore apprezzare o meno il progetto. Secondo me i punti positivi superano di gran lunga le magagne e DN rappresenta il miglior prodotto fantasy italiano di sempre. E' evidente come i due autori ci tengano al fumetto dai dettagli che alla prima lettura in pochi coglieranno e alla disponibilità che hanno dimostrato sul web a interagire con i lettori. 

Tengo a precisare che di solito sono molto tirchio nei voti, ma DN si è meritato un 8 pieno senza rimpianti. E' un'ottima avventura tutta azione e zero pensieri che proietterà il lettore in un mondo misterioso e affascinante.

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