05 giu 2016

Steven Erikson - Fall of Light [8/10]


Fall of Light [FoL] è il secondo romanzo della trilogia Kharkanas, così composta:

1) Forge of Darkness (recensione)
2) Fall of Light
3) Walk in Shadow (non ancora pubblicato)

La seguente recensione contiene spoiler minori per tutto il romanzo, necessari per poter parlare di alcune trame e tematiche. Anche il finale verrà trattato, pur senza scendere nei particolari. Per i lettori italiani è necessario conoscere la base del conflitto Oscurità, Luce e Ombra per poter essere sicuri di non incappare in rivelazioni. Consiglio di procedere solo se si è arrivati almeno fino ai "Segugi dell'Ombra", ma non ci sono comunque grossi spoiler per la serie principale di Erikson.



Anomander Rake by paradanmellow


Fall of Light è un trattato di filosofia mascherato da romanzo fantasy.
Nella precedente recensione a Forge of Darkness avvertivo gli utenti di come il libro fosse pieno zeppo di filosofia e introspezioni se paragonato alla serie principale "Il Libro Malazan dei Caduti", ma Erikson con FoL fa sembrare il suo predecessore un thriller. In ogni singola pagina di FoL almeno un terzo del testo è dedicato alla filosofia. Quando va bene, perchè in molti passaggi dedicati ai Tiste arriviamo anche a metà dello scritto che ha poco a che vedere con le vicende narrate. Vista l'importanza delle tematiche e della filosofia nel romanzo permettetemi di aprire una piccola parentesi sull'argomento.

So che a molti sta sugli attributi il divagare di Erikson nei meandri della filosofia. Fino a FoL avevo sempre perdonato l'autore in quanto almeno con un finale epico si faceva perdonare la tortuosità del percorso. FoL è il primo libro in cui ha esagerato. Dalla prima all'ultima pagina non smette un secondo di divagare su tematiche quali il tempo, la giustizia, ma soprattutto gli aspetti negativi della civilizzazione. Ora, i temi sono integrati con le vicende del testo, ad esempio l'ossessione dei Liosan per la giustizia e per la maggior parte non sono campati in aria. Però io voglio leggere un romanzo fantasy, non un trattato di Aristotele. Se volessi leggere un trattato mi leggerei un trattato. Semplice. Visti i precedenti è diventato naturale con Erikson aspettarsi la filosofia in grandi quantità, ma anche in Forge of Darkness era tenuta sotto controllo e alla fine della lettura, se si faceva attenzione, ampliava l'esperienza e non ne detraeva il piacere. In FoL, molto semplicemente, Erikson ha esagerato. 

Ho letto FoL solo una volta, ma non credo che il mio giudizio cambierà di molto anche con una rilettura. Ho letto massimo un capitolo al giorno per non impazzire e farmi scoppiare la testa. FoL è probabilmente il più denso romanzo fantasy in circolazione. Ci sono dei motivi se la trilogia Kharkanas è così pesante, ad esempio perchè è una storia raccontata tra due poeti, Gallan e Fisher. I Tiste sono molto più introspettivi e proni alla depressione degli umani. Posso trovarvi delle attenuanti, ma il punto negativo principale, terribile secondo me, è che questo modo di scrivere uniforma la maggior parte dei Tiste. Li rende simili, se non uguali e se presi fuori dal contesto nessuno riuscirebbe a dire se è Tizio o Caio a parlare. La serie principale contiene dialoghi e introspezioni affascinanti, ogni personaggio ha una propria voce. Chiunque riuscirebbe a riconoscere il parlato di Kruppe o di Iskaral Pust pur senza veder scritto il nome. In FoL abbiamo un'omogeneità del parlato e del pensato quasi totale. Addirittura vi sfido a riconoscere un bambino da un adulto. Orfantal e Wreneck pensano e agiscono come adulti.

La scrittura resta più personale e focalizzata rispetto alla serie principale e contribuisce a rendere pesante la filosofia e a uniformare i personaggi. Ciò detto Erikson da questo punto di vista ha fatto un ulteriore salto di qualità come vi spiegherò andando avanti. Qualcuno sul forum inglese ha urlato "Erikson è uno scrittore finito", ma la verità non potrebbe essere più lontana. Ci sono parti che nessun altro autore avrebbe potuto rendere altrettanto misteriose e interessanti. Nessun altro autore rispondendo ad uno dei Misteri potrebbe generale dieci nuove domande sullo stesso argomento. Nessun altro autore, tranne Shakespeare, potrebbe impiantare nel testo due personaggi come Prazek e Dathenar e renderli tra i preferiti della nuova serie. 

La tecnica di Erikson non è in discussione e nemmeno la parte artistica di creazione della trame e personaggi. Con la trilogia Kharkanas ha voluto cambiato il suo stile di scrittura e la struttura con cui racconta le storie. E' successo molte volte nella serie principale, basti pensare alle prime pagine di "La Casa delle Catene" o a "Maree di Mezzanotte". Certo il cambiamento in FoL è molto più marcato rispetto a quei romanzi ed è normale che a qualcuno non piaccia. E' vero che ha esagerato nella filosofia, arrivando a creare un finale in cui è necessario seguire le varie tematiche per non ritrovarsi a scagliare il libro contro il muro. Sono il primo ad ammetterlo, ma il buon Steven è ben lontano dall'essere finito come spero dimostrerà nella prossima trilogia Toblakai. 

Resta il fatto che per la prima volta un libro di Esslemont mi è piaciuto di più rispetto al corrispettivo di Erikson. E' evidente che i due autori hanno preso strade diametralmente opposte dopo la fine delle loro due serie principali. Erikson ha spinto sulla filosofia e densità, mentre Esslemont sulla compattezza e facilità di lettura. Se Dancer's Lament l'ho letto in una manciata di giorni divertendomi moltissimo, FoL l'ho assorbito in due settimane faticando non poco a proseguire in certe parti. 


Osserc by Tattersail


Non vi spaventate guardando il Dramatis Personae perchè mancano molti nomi all'appello, compresi gli Azathanai. Ci sono almeno tre new entry tra gli Azathanai/Dei Antichi e lascio a voi il piacere di scoprirli con la lettura. La prima e l'ultima parte del testo come al solito hanno titoli impeccabili, rispettivamente La Seduzione della Tragedia e L'Uomo più Onorevole che riassumono molte trame e tematiche presenti. 
Con le sue 837 pagine nella versione a copertina rigida della Bantam, il romanzo è un bel mattone da tenere in mano, com'è giusto che sia per una storia Malazan. Le tre mappe presenti sono le stesse di Forge of Darkness, purtroppo nessuna novità da questo versante. 

Ci sono cinque trame principali nel testo, le elenco in ordine di preferenza.

1) Il viaggio di K'rul
Non dirò di più perchè rischio spoiler, ma i veterani possono intuire di cosa parli questa parte. K'rul è accompagnato da un nuovo Azathanai. La trama è infarcita di misteri, incontri ed è quella che più da vicino ricorda lo stile di scrittura della serie principale, quindi tante domande, qualche risposta ed è impossibile smettere di leggere perchè le rivelazioni sono parecchie. La scena migliore è l'incontro con Mael che ha creato su un'isola una città per degli insetti, con tanto di barchette lunghe un piede per aiutarli a solcare i mari.

2) La Guerra contro la Morte
Jaghut, jaghut everywhere! Ok non succede (quasi) nulla in questa trama, ma passiamo più tempo insieme ai Jaghut rispetto a tutti i libri precedenti messi insieme. Il momento memorabile è l'incontro tra il supremo Gothos e Hood, lascio a voi immaginare l'esito. Dopo il fattaccio commesso da Errastas nel precedente romanzo, Hood chiama a raccolta un esercito per andare a combattere contro la Morte. Rispondono alla chiamata diverse razze, tra cui gli Imass, ma la new entry spettacolare sono i Thel Akai, presentati in precedenza da Esslemont. I Thel Akai hanno poche donne e per questo motivo è normale per una di loro sposare più uomini. La protagonista ad esempio ha tre mariti e sta inseguendo un quarto giovane da aggiungere alla schiera. I Thel Akai sono creature gioviali, amano ridere e scherzare e spesso questi giochi vertono intorno al sesso. I tre mariti sono spassosi, si fanno mille paranoie mentali sulla loro donna, quando questa nemmeno si interessa a loro. E' un ribaltamento degli archetipi del fantasy, dove spesso sono gli uomini ad avere più donne come mogli. Il momento clou della trama è l'incontro tra i Thel Akai e una vecchia conoscenza dei fan, l'immagine seguente rende meglio di mille parole:


Fuck yes, è lui!


3) Tiste Edur.
Quanti di voi avrebbero scommesso un centesimo sul fatto che sarebbero stati gli Edur ad essere i meglio rappresentati tra le tre popolazioni Tiste? Con una bomba clamorosa droppata ad inizio romanzo, Erikson tratta con rispetto gli Edur ancora non chiamati così, essendo solo all'inizio del loro percorso. I tre personaggi principali della trama sono brillanti, pur non essendo persone per bene. Ho già menzionato il risvolto clamoroso della trama? Roba da compromettere timeline e qualsiasi concetto razionale vi venga in mente, ma adoro il tutto e a chi interessa la timeline? Questa è una trama tragica, violenta e ci sono addirittura dei flash forward in cui ci vengono mostrati momenti avvenuti nella serie principale. Pollice in alto, per me sono diventati i migliori Tiste in assoluto! Ancora non fanno parte della squadra, ma Kagamandra Tulas Shorn e Scabandari sono mitici e li includo in questa trama perchè sappiamo che diventeranno Edur in futuro.

4) Tiste Liosan.
E qui iniziano le magagne. Potreste farmi notare come tre delle cinque trame siano fantastiche ed al livello della serie principale e sareste nel giusto, peccato che i Liosan e gli Andii occupino da soli la maggior parte dello spazio. I Liosan sono ossessionati dalla giustizia e sono dal primo all'ultimo degli infami. Ciò non toglie che il personaggio di Hunn Raal, il supervillain della trilogia, sia descritto in modo magistrale, ma essendomi piaciuto anche Mallick Rel non credo in questo caso di rappresentare l'opinione popolare in merito. La trama è oberata di filosofia e di personaggi mediocri, passivi e che si lasciano manipolare. E' violenta ed è difficile prendere le loro parti come si può fare con Edur e Andii. Li perdono solo per un finale in cui alcuni di loro mostrano di avere le palle e vi consiglio di non leggere l'ultimo pagina del libro se non volete farvi uno spoiler gigante. 

5) Tiste Andii.
Sorpresi di trovarli all'ultimo posto? Tra i pochi che valgono qualcosa ci sono Endest Silann, Orfantal, Prazek e Dathenar, in particolare gli ultimi due sono il migliore duo comico dai tempi di Telorast e Curdle. La trama degli Andii verte intorno al silenzio di Mother Dark nei confronti dei suoi nuovi adoratori. Ci sono tradimenti, c'è un Silchas arrogante, un Anomander saccente e si sente la mancanza di Andarist che ancora una volta è lasciato in disparte da Erikson. E' una trama passiva perchè gli Andii aspettano le mosse dei Liosan. Draconus resta purtroppo ai margini della narrazione. Dopo un po' diventa monotono e ripetitivo il loro piangersi addosso, considerando come reagiscono le altre due popolazioni Tiste al cataclisma che sta travolgendo la loro società. L'unica con un po' di attributi insieme ai quattro citati sopra è Mother Dark, gli altri sono perlopiù noiosi quando non irritanti. Il finale rispecchia in pieno il giudizio negativo. I Liosan saranno infami, ma non sono codardi e traditori come gli Andii. Sono rimasto sgomento dal constatare il mio poco interesse nei confronti di questa trama. Come ciliegina sulla torta anche qui abbiamo filosofia dilagante.


Due immagini per Raest nella stessa recensione, perchè è figo!


Vi starete chiedendo perchè il voto è così alto se fino ad ora ho descritto più elementi negativi che positivi. Uno dei motivi è che abbiamo il miglior primo capitolo di tutti i romanzi Malazan. La battaglia non avvenuto nel finale di Forge of Darkness si tiene proprio all'inizio di FoL, alimentando in me il sospetto che la trilogia sia da considerarsi un unico romanzo, un po' come è successo con DOD e TCG.  

La filosofia ha alcuni momenti e citazioni memorabili da cui attingere e se è vero che bisogna fare uno sforzo (enorme) per leggerla è anche vero che il coinvolgimento è ai massimi livelli. Per capirla bisogna immergersi completamente nel romanzo e lasciare perdere i dubbi che ci possono affliggere. Non era raro che guardassi l'ora durante la lettura e scoprire così che erano passati sessanta minuti dall'ultimo volta che avevo prestato attenzione al passare del tempo. Ribadisco una cosa: per farvi piacere FoL conviene leggere a piccole dosi, massimo due capitoli al giorno per le trame dei Tiste, mentre per le altre trame di K'rul e Jaghut potete andare spediti e sentirvi come un bambino per cui il Natale è arrivato sei mesi prima del previsto.

Il finale dividerà i lettori in modo netto. 
Avverrà una battaglia come si può intuire fin dalle prime pagine. Ma la battaglia non viene raccontata tramite punti di vista diretti come è sempre successo in passato, viene narrata perlopiù in modo indiretto da personaggi non presenti al combattimento. Detto così può sembrare deludente e capisco perchè molti si sentiranno presi in giro: 800 pagine di filosofia per poi arrivare ad un finale così. Il motivo per cui Erikson ha adottato questa struttura è semplice: una delle tematiche del romanzo, sostenuta da Gallan, è il non voler "pubblicizzare" ancora di più la guerra. E' un rimando ai giorni nostri, dove molte mode violente vengono lanciate dai telegiornali e da internet che pur condannando questi atti ne aiutano allo stesso tempo la diffusione. Basti pensare al Knock-out, in cui si scelgono delle vittime a caso e gli si da un pugno in faccia. Quanto si sarebbe potuto diffondere il gesto se internet e i media non ne avessero parlato?
Il finale va interpretato sotto questo punto di vista. Di battaglie memorabili ne abbiamo parecchie nella serie principale, con FoL Erikson ha voluto cambiare registro e l'imprevedibilità della lettura è uno dei suoi marchi di fabbrica.

I personaggi, pur essendo molto uniformati in pensieri e dialoghi, sono per lo più raccontati in modo splendido. Oltre a quelli citati sopra potrei andare avanti con un lungo elenco, ma la sostanza non cambierebbe. Se si passa sopra alla mancanza di differenze tra uno e l'altro, FoL rappresenta il miglior romanzo in termini di presentazioni dei personaggi nella serie Malazan. Alla fine anche Anomander compie un'azione che me lo ha fatto stimare, forse la prima di una lunga serie che lo porterà ad essere la colonna portante che tutti conosciamo. 

FoL è il libro che più di tutti dividerà i lettori. Sono stato indeciso fino all'ultimo su come scrivere la recensione, se presentare il testo sotto una luce negativa per via dell'eccessiva filosofia, oppure evidenziare le parti fantastiche come quelle degli Edur. Ho scelto una via di mezzo, perchè le parti fantastiche abbondano e perchè per essere sicuro della scelta dovrei rileggerlo prima di recensirlo, vista l'ingente quantità di informazioni.
Ho scelto di fidarmi di Erikson ancora una volta. 
Se Forge of Darkness era il romanzo dedicato agli Andii, in FoL i protagonisti sono i Liosan. Di conseguenza mi aspetto per Walk in Shadow una massiccia presenza degli Edur e davvero per come sono stati caratterizzati in questo romanzo è difficile non provare hype per l'ultimo volume della trilogia.

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