27 nov 2017

Intervista esclusiva a Steven Erikson


Steven Erikson (SE) è il co-creatore della saga Malazan insieme a Ian C. Esslemont (ICE).

Fino ad ora ha pubblicato 12 romanzi e 7 storie brevi ambientate del mondo Malazan:

Il Libro Malazan dei Caduti
1) I Giardini della Luna (1999)
2) La Dimora Fantasma (2000)
3) Memorie di Ghiaccio (2001)
4) La Casa delle Catene (2002)
5) Maree di Mezzanotte (2004)
6) I Cacciatori di Ossa (2006)
7) Venti di Morte (2007)
8) I Segugi dell'Ombra (2008)
9) La Polvere dei Sogni (2009)
10) Il Dio Storpio (2011)

The Kharkanas Trilogy
1) Forge of Darkness (2012)
2) Fall of Light (2016)
3) Walk in Shadow (uscita rimandata)

Bauchelain & Korbal Broach Novellas
1) Blood Follows (2002)
2) The Healthy Dead (2004)
3) The Lees of Laughter's End (2007)
4) Crack’d Pot Trail (2009)
5) The Wurms of Blearmouth (2012)
6) The Fiends of Nightmaria (2016)

Toblakai Trilogy
1) The God is not Willing (titolo provvisorio - non ancora uscito)

Altri
1) Goats of Glory


Ringrazio Steven per la disponibilità dimostrata nei confronti della community italiana. Con l'aiuto dei Veterani del forum abbiamo formulato 10 domande da porgli. Il criterio seguito è stato prima di tutto quello di cercare di non ripetere domande fatte mille altre volte. Inoltre sapevamo che Steven è notoriamente reticente a svelare parti della trama non ancora chiare, quindi abbiamo ridotto al minimo le domande in tal senso, anche se ne avremmo avute dozzine da fare sulla trama. Terzo e ultimo paletto imposto è stato evitare di fargli domande personali, perchè ci è sempre sembrata una persona riservata. 
Il risultato è stata una buona intervista, la prima concessa alla community italiana dedicata a Malazan. L'anno scorso avevamo avuto il piacere di intervistare Esslemont e ora tocca al suo collega e amico Erikson. 

Ricordo che Erikson ha aperto da poco una pagina Facebook raggiungibile a questo indirizzo, dove potrete leggere le ultime novità legate all'autore. 

Oltre alla traduzione italiana è presente in fondo all'articolo anche la versione originale in inglese.

Buona lettura e diffondete il Verbo Malazico!




TCB = The Crippled Blog
SE = Steven Erikson


TCB: La notizia più importante degli ultimi giorni è che il libro iniziale della Toblakai Trilogy arriverà prima di “Walk in Shadows” (WiS). Cosa ci puoi dire su WiS? Giusto qualcosa per soddisfare la nostra curiosità, perchè adesso dovremo aspettare anni per la conclusione della Saga Kharkanas! Conosci già alcuni dei temi e delle trame di WiS?

SE: Ci saranno molte rivelazioni sorprendenti in WiS, incentrate principalmente sulla creazione dei tre Canali di Oscurità, Luce e Ombra.
Sfortunatamente non posso lasciare che quel libro occupi i miei pensieri al momento, in quanto ho bisogno di concentrarmi sul primo romanzo di Karsa Orlong. 

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TCB: La saga Kharkanas non è stata un successo come “Il Libro Malazan dei Caduti”. 
Hai spiegato I motivi di tale insuccesso e proprio uno dei dibattiti più accesi da “I Segugi dell’Ombra” in avanti riguarda l’inserimento di molta filosofia connessa alle trame classiche e lineari, al contrario di quanto visto in passato nei primi 7 volumi della serie principale. 
Certo, anche i libri precedenti si possono fregiare di alcune tematiche impressionanti, ma sono state inserite con lo scopo di completare e rafforzare le trame, non il contrario. Ciò ha infastidito molti lettori ed è culminato in quello che considero essere uno dei pochi esempi di Letteratura fantasy, “Fall of Light” (FoL).
FoL non è una lettura semplice: richiede tempo, una giusta mentalità e un grande amore per il mondo Malazan, oltre a varie riletture per essere apprezzato.
Puoi condividere alcune riflessioni sulle tematiche di FoL? Cosa hai voluto trasmettere al lettore? L’ho letto due volte e ancora ho l’impressione di aver grattato solo la superficie del romanzo. 

SE: Sono contento che ti sia piaciuto FoL. La causa potrebbe essere il momento sbagliato in cui è uscita la serie: parlare del collasso della civilizzazione e di una guerra civile potrebbe non essere, per qualche strano motivo, quello di cui le persone vogliono leggere in questo momento. Più i temi diventano personali e più viene rivelato della natura umana (e ovviamente i Tiste sono, come tutte le popolazioni dei romanzi, solamente dei sostituti per l'umanità), e il crollo delle comunicazioni porta a tensioni, che portano a conflitti, che portano ad atrocità. E’ come una lenta e apparentemente inevitabile frana e non sempre è quello di cui le persone vogliono sentire parlare, in particolare se vedono il genere Fantasy come ad un mezzo di fuga dalla realtà.
Ma come hai detto, la trilogia Kharkanas è stata una svolta repentina verso la “letteratura”. Il linguaggio inoltre è molto più ricercato: la sua cadenza e i ritmi stessi sono una sfida per I lettori. Ho spinto parecchio verso il poetico in questi romanzi, come un mezzo per sfidare le mie abilità di scrittore. Ciò rende i romanzi autoindulgenti? Forse. Ma ricordatevi, avevo appena finito una serie di fantasy epico lunga dieci volumi e tre milioni di parole che mi aveva lasciato un senso di “ci sono stato, l’ho già fatto”.

Nonostante ciò, credo che mi divertirò con i libri di Karsa.

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TCB: Riguardo al tuo stile di scrittura, come pensi sarà nella Toblakai Trilogy? Simile a quello usato in “Memorie di Ghiaccio”, come quello di “Fall of Light”, una via di mezzo o qualcosa di completamente nuovo? 
Per me questi due romanzi rappresentano le estremità del tuo stile, dalla trama alla filosofia, li uso come paragone quando descrivo I tuoi libri agli altri lettori.

SE: Ottima domanda. La mia sensazione di come i romanzi su Karsa verranno scritti (al momento) è che segneranno il ritorno ad uno stile più lineare, forse con meno punti di vista rispetto al mio solito. Questo dovrebbe rendere i libri più compatti e con un ritmo più rapido. Detto ciò, ne saprò di più una volta che inizierò a scriverlo.

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TCB: Ci sono notizie sui lavori basati su licenza Malazan? Si parlava di una serie TV, film, un gioco di ruolo cartaceo, un’Enciclopedia, un fumetto, un videogame e forse altro ancora.
Qualcosa di nuovo da condividere? O qualcosa di triste, come progetti che sono definitivamente morti?

SE: Nessuna novità da condividere. Pensavamo di avere un accordo con una compagnia di produzione televisiva (un accordo concluso con tanto di strette di mano, abbiamo lavorato per più di sei mesi sul contratto, firme incluse, aspettando la decisione finale dalla loro parte e alla fine è crollato tutto – e se conosceste la compagnia di produzione potreste dire che sta ancora crollando mentre parliamo).

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TCB: Di recente il panorama fantasy è cambiato, forse per sempre. Con l’accordo Amazon - Signore degli Anelli, la Folgoluce adattata in molteplici film e Rothfuss che sta venendo adattato come una serie tv, tre delle migliori serie fantasy di tutti i tempi raggiungeranno milioni di nuovi clienti. Sembra logico presumere che l’intero movimento fantasy, libri inclusi, godrà di una fase rinascimentale.
Tu sei un insider di questa industria: come ritieni che sia lo stato generale del fantasy oggigiorno e cosa possiamo aspettarci dal futuro?

SE: Un insider? Ne dubito. Penso che il fantasy stia andando molto bene, quasi come fosse l’ultima frontiera per la televisione (almeno per quanto riguarda il fantasy epico). Una parte di me vede l’accordo di Amazon come ad un passo indietro. Non sarei sorpreso se, diciamo, la serie della Black Company desse una mazzata a LOTR e a tutto il resto che c’è là fuori. Alcune volte quando un genere sta maturando non puoi tornare indietro. Certo, esiste il fattore nostalgia nei confronti di LOTR, ma fino a quando sarà possibile sfruttarlo? Ovviamente non ho una risposta. Dipende tutto da cosa si aspetta l’utenza e, come succede di solito, non lo sapranno fino a quando l’avranno visto.

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TCB: La saga principale, “Il Libro Malazan dei Caduti”, è un mostro tentacolare con dozzine di archi narrativi. Alcuni di essi sono personali, alcuni riguardano un gruppo di personaggi. In ogni libro c’è un arco narrativo che cambia un intero continente. Alla fine, la trama principale cambia il mondo intero o forse più di un mondo/universo perchè altri Canali e il mondo di origine di Kaminsod potrebbero non essere nell’universo di Wu (ho una piccola teoria per cui Kaminsod verrebbe dalla nostra realtà). 
Qual è l’arco narrativo che preferisci? Penso che ti piacciano tutti, altrimenti non li avresti scritti così bene, ma ce n’è uno che ti ha reso particolarmente fiero? Una storia per cui quando ti guardi allo specchio ti fa pensare di aver fatto qualcosa di buono per il mondo scrivendola? 

SE: L’arco narrativo che mi rende più fiero è probabilmente quello di Tavore: il personaggio con più obblighi, che vive sotto assedio perpetuo, il punto focale di ogni dubbio, ogni momento in cui si perde la fede e tutto ciò conduce ai suoi momenti finali ne “Il Dio Storpio”. Mi sono stretto a quella trama durante l’intera serie, rivelandone il meno possibile. E ho salvato i miei momenti in cui ho avuto il cuore spezzato per i momenti in cui scrivevo quelli di Tavore. Si, sono fiero di questa trama. 

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TCB: Le introduzioni ai capitoli, come poemi, estratti e frammenti sono una speciale esperienza meta-narrativa dove uno studente (il lettore) sta sfogliando “Il Libro dei Caduti” in una ipotetica biblioteca?
Oppure rappresentano qualcosa di più semplice e non hanno una funzione meta-narrativa?
Parlando del “Libro dei Caduti”, ci sono stati alcuni dibattiti su chi ne è l’autore: Kaminsod, Fiddler o qualcun altro?

SE: Ci sono pesanti allusioni verso la meta-narrativa nell’intera serie, nel suo modo di essere raccontata, nel suo scopo al di là del racconto, nelle moltiplici risposte verso tutta una moltitudine di domande. L’idea è ovviamente quella di lasciare aperta l’interpretazione, permettendo tante possibilità quante se ne possono considerare.
Di chi è la storia? Chi la sta raccontando? Kruppe? Fisher? Kaminsod?
Fai la tua scelta e ognuna sarà giusta. Il Libro dei Caduti è una collezione, con uno scopo. 

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TCB: I personaggi femminili sono molto importanti nel mondo Malazan e tu sai scriverli bene. Presumo (e spero) che ti piaccia ogni personaggio che inventi, ma esiste un pg donna a cui sei più legato rispetto alle altre?
Inoltre, supponi di avere un weekend libero da spendere in una casa nel bosco (potrebbe essere un riferimento all’horror… oppure no). Quale donna Malazan vorresti portare e perchè?

SE: Caspita! Suppongo che dipenda dalla natura dell’invito. Per parlare di acquisti e filosofia? Samar Dev. Per forgiare una vera amicizia? Tavore. Per offrire una tregua da una vita danneggiata e che danneggia? Felisin. Per ridere e far festa? Picker e Blend. Per un tuffo nell’assurdo? Lady Invidia. Per del sesso selvaggio… No, questo rivelerebbe troppo. 

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TCB: Parliamo delle tue altre serie.
Hai ancora in programma di scrivere nove novelle di “Baichelain & Korbal Broach”?
Con “The Search for Spark” finito di recente, possiamo aspettarci altri libri di “Willful Child” in futuro?
E infine un progetto di cui sono molto curioso: ”Rejoice, A Knife to the Heart”. Sarà una space opera seria? Puoi condividere alcune idee di massima su cosa avremo il piacere di leggere, come livello tecnologico, la data in cui il romanzo si svolge e altre cose da nerd per gli amanti della fantascenza come me?

SE: Ho un contratto per tre ulteriori novelle di Bauchelain e Korbal Broach.
Con The Search for Spark finisce il mio contratto con la Tor per I romanzi di Willful Child.

Per quanto riguarda Rejoice, A Knife to the Heart… beh, non voglio rivelare troppo. Ma. No, non è space opera neanche lontanamente (anche se amo leggerle). L’ambientazione è mimetica. Succede domani. E’ un romanzo su un Primo Contatto, ma uno di cui sentivo la necessità di scrivere per rispondere a tutti gli altri romanzi di Primo Contatto che ho letto (e ne ho letti parecchi). Pone domande che di solito vengono evitate (come una piaga) in altri libri sul Primo Contatto, e queste sono le domande che mi affascinano di più. E’, infatti, un romanzo molto inusuale. Molto.

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TCB: Questa è un’intervista fatta dalla community Malazan italiana.
L’anno scorso sei venuto a “Lucca Comics and Games”, una convention tenuta in una città spettacolare, piena di storia ed edifici magnifici. Come scrittore fantasy il passato è di importanza capitale per dar vita ad un mondo e renderlo credibile. Il soggiorno in Italia ti ha dato qualche idea per le tue future storie? Ti è piaciuto il nostro paese? E infine, puoi salutare I tuoi fans italiani che hanno pazientemente aspettato per un sacco di tempo la conclusione della tua saga, l’anno scorso, con la traduzione de “Il Dio Storpio”?

SE: Mi chiedi se amo il vostro paese? Sono stato in Italia ogni estate negli ultimi quattro anni. E’ ovvio che la amo! Nel momento in cui metto piede sul suolo italiano, mi rilasso. La serenità mi avvolge come la luce del sole. Sono alla presenza dell’antichità e ciò mi ispira sempre. Sono nel mezzo di uno stile di vita e di una cultura che adoro (le passeggiate!). La luce, il colore, beh, tutto in effetti.
La prossima estate sarà la prima che non ritornerò, ma mi aspetto che questa interruzione duri poco (ho un matrimonio a cui devo partecipare qui in Canada, quindi un tour promozionale che culminerà con l'uscita di Rejoice).
Sono inoltre felicissimo con Armenia e sono lieto che l’ultimo libro sia uscito. A Lucca mi sono divertito molto, e ogni nuovo invito in qualsiasi città italiana sarebbe il benvenuto!

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TCB: Grazie per il tempo concesso e per le risposte Signor Erikson!

SE: Grazie a voi, a presto. 







ENGLISH VERSION

TCB = The Crippled Blog
SE = Steven Erikson


TCB: The most important news of these last days is the first book of the Toblakai Trilogy coming before “Walk in Shadow” (WiS). But what can you tell us about WiS? Just something to whet our appetite, because now we will have to wait years for the conclusion of the Kharkanas Saga! Do you already know some themes and plots of WiS?

SE: There will be plenty of surprising reveals in WiS, primarily centered on the creation of the three warrens of Dark, Light and Shadow. Unfortunately, I can’t let that book occupy my mind at the moment, as I need to concentrate on the first Karsa Orlong novel.

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TCB: The Kharkanas Saga was not a success like MbotF.
You have explained why, and one of the hottest debate about your writings from “Toll the Hounds” onward is the heavy insert of philosophy intertwined with classical and straightforward plots like you used in the first seven books of MBotF. Yes, the previous books also boost some impressive thematics, but they were inserted as a complement for strengthening plots, not the other way around. This has irked many fans and culminated in what I consider one of the few true Literary fantasy works, “Fall of Light” (FoL). Not really a simple reading: it requires time, a proper mindset and a big love for the Malazan world. And you need to read it again and again to truly appreciate it.
Can you share some insight about the themes of FoL? What did you want to transmit to the reader? I have read it two times and had the impression that I just begun to scratch the surface of FoL.


SE: Glad you enjoyed FoL. It may be down to bad-timing: writing about the fall of a civilization and a civil war might, for some odd reason, not be subjects people want to read about at the moment. The more inward the themes turn, the more is revealed, about human nature (and of course the Tiste are, like all fictional ‘peoples’ just stand-ins for humanity), and the breakdown of communication leading to polarization leading to conflict leading to atrocity. It’s kind of a slow, seemingly inevitable slide, and that’s not always something people want to be reminded of, particularly if they view Fantasy fiction as a means of escape.

But as you noted, the Kharkanas trilogy was a sharp shift towards the ‘literary.’ It was also deeply invested in language: its cadence and rhythms, which itself poses a challenge to readers. I pushed hard into the poetic in those novels as a means of challenging my own writing abilities. Did that make those novels self-indulgent? Possibly. But bear in mind, I had just finished a three-million-word ten-volume epic fantasy series, and was left with the feeling of ‘been there, done that.’

Even so, I think I’ll have fun with the Karsa books.

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TCB: Related to your writing style, how do you think it will be in the Toblakai Trilogy? More akin to “Memories of Ice”, “Fall of Light”, something in between or something new not previously used? For me these two books represent the range from all-plot to all-philosophy in your writing style, I use them as benchmark when describing your books to other readers.

SE: Good question. My sense of how the Karsa novels will be written (at the moment) is that it will be a return to a more linear style, with possibly fewer POV’s than is my usual wont. This should make the books tighter and possibly quicker-paced. That said, I’ll know more once I start writing it.

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TCB: Do you have any news related to licensed works based on Malazan?
There was talk about a TV series, movies, a pen-and-paper RPG, an Encyclopedia, a comic, a videogame and maybe more.
Something new to share? Or something sad to share like projects definitively dead?


SE: Nothing new to share. We thought we had a deal with a tv production company (handshake agreement, contracts worked over for more than six months, signatures provided, awaiting completion from their end, and then it all crashed – and if you knew the production company, you might say it’s still crashing even as we speak).

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TCB: Recently the fantasy landscape has changed, maybe forever. With the Amazon-Lord of the Rings deal, the Stormlight as a multi-movies project and Rothfuss books being adapted as tv series, three of the best fantasy series of all time will be available to millions new customers. It seems legit to presume the entire fantasy movement, books included, will have a renaissance.
You, Mr. Erikson, are an insider of this industry: what do you think is the general status of fantasy today and what can we expect for the future?


SE: An insider? Hardly. I think fantasy is doing very well, kind of like the last frontier for television (epic fantasy, that is). A part of me views the Amazon deal as being something of a retreat. I wouldn’t be surprised if, say, the Black Company series blows it and everything else out of the water. Sometimes, as a genre matures, you can’t go back. Granted, there’s the nostalgia factor when it comes to LoTR, but just how often can you milk that? I don’t have the answer to that, obviously. It’s all down to what the audience is ready for, and as if usually the case, they won’t know it until they see it. 

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TCB: The main saga, MBotF, is a sprawling monster with dozen of story arcs.
Some of them are personal, some of them involves a group of characters. Once every book there is a story arc that change an entire continent. At the end, the main story arc changes the entire world or maybe more than one world/universe as other Warrens and Kaminsod’s homeworld may not be in the Wu-verse (I have a little theory that Kaminsod comes from our reality). What is your favourite story arc of MbotF? I think you like every one of them, or you could not have written them so well, but is there one of these stories that really make you proud of? One story arcs that when you see yourself at the mirror make you think that you have done something good for the world writing it?


SE: I’m probably proudest of Tavore’s story arc: the series’ most constrained character, under perpetual siege, the focal point of every doubt, every moment of lost faith, all leading up to her final moments in The Crippled God. I held onto that arc through the entire series, giving as little away as possible. And I saved the moment of my own breaking heart for the moment of Tavore’s. Yeah, I’m proud of that.

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TCB: The introductions to the chapters, like poems, excerpt and fragments are a special meta-narrative experience where there is a student (the reader) that is browsing “The Book of the Fallen” in a hypothetical library?
Or the introductions represent something more simple and don’t have a meta-narrative function?
Speaking of “The Book of the Fallen” there is some debate here about who is the author: Kaminsod, Fiddler or someone else?


SE: There is a strong hint towards the meta-narrative in the entire series, in its manner of telling, in its purpose behind the telling, in its manifold answers to a whole host of needs. The idea of course is to leave the interpretation open, allowing for as many possibilities as you might consider. Whose story is it? Who is telling this tale? Kruppe? Fisher? Kaminsod? Take your pick and in each choice you make, you will be right. The Book of the Fallen is a compilation, with purpose.

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TCG: Female characters are very important in the Malazan world and you write them well. I presume (and hope) that you like every character you write, but do you have a female char for you feel more than the others?
Also, suppose you have a weekend to spend in a cabin in the wood (it can be a horror reference… or it can’t). What Malazan female char would you want to bring, and why?


SE: Yikes! I suppose it would depend on the nature of the invite. To talk shop and philosophy? Samar Dev. To forge a true friendship? Tavore. To offer an island of respite from a damaged and damaging life? Felisin. For laughs and partying? Picker and Blend. For a plunge into the absurd? Lady Envy. For wild sex …. Naw, that would reveal too much.

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TCB: Let’s talk about your other series.
Do you still plan to write nine “Bauchelain & Korbal Broach” novellas?
With “The Search for Spark” recently finished, can we expect more “Willful Child” books in the future?
And finally, a project I’m really curious about: “Rejoice, A Knife to the Heart”. This will be a serious space opera? Can you share some broad ideas about what we will have the pleasure to read, like tech level, the date the novel is set and some geeky stuff for sci-fi lovers like me?


SE: I am under contract for three more Bauchelain and Korbal Broach novellas. The Search for Spark completes my contract with Tor Books for the Willful Child novels.

As to Rejoice, A Knife to the Heart … well, I don’t want to give too much away. But. No, it’s not a space opera by any stretch (though I do love reading those). Its setting is mimetic. It happens tomorrow. It is a First Contact novel, but one I felt the need to write in answer to all of the other First Contact novels I’ve read (and I’ve read a lot of them). It asks questions that appear to be avoided (like a plague) in other First Contact novels, and those are the questions that fascinate me the most. It is, in fact, a very unusual novel. Very.

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TCB: This is an interview made by to the Malazan Italian community.
Last year you come here for “Lucca Comics and Games”, a convention held in an amazing city, full of history and beautiful buildings. As a fantasy writer, the past is of paramount importance for creating a living and believable world. Does the sojourn in Italy gave to you some ideas for future stories? Do you liked our country? And finally, can you say hello to your fans here, that have patiently waited ages for your saga to come at the end, last year, with the translation of “The Crippled God”?


SE: Do I love your country? I’ve been in your country every summer for the past four years. Of course I love it! The moment I set foot on Italian soil, I relax. Serenity comes over me like warm sunshine. I am standing in antiquity and it always inspires me. I am in the midst of a lifestyle and a culture than I adore (the promenades!). The light, the colour, well, all of it, in fact.

This upcoming summer is the first summer I won’t be back, but I expect the hiatus to be a short one (I have a wedding to attend here in Canada, and then a promotional tour leading up to Rejoice’s release)

I’m also delighted with Armenia and am glad the final book has come out. Lucca was great fun, and any additional invitations to any city in Italy would be most welcome!

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TCB: Thank you for your time and answers Mr. Erikson!

SE: Thank you, and take care.

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