24 dic 2017

Ian C. Esslemont - Deadhouse Landing [9/10]


Deadhouse Landing [DL2] è il secondo romanzo della nuova serie di Ian C. Esslemont [ICE] ambientata nel mondo Malazan. Come suggerisce il titolo della saga, Path to Ascendancy, rivivremo l'epopea che ha portato due dei personaggi preferiti dai fan, Dancer e Kellanved, a creare un Impero tra i più vasti della storia di questo mondo, partendo da zero e arrivando fino...

La recensione presume una conoscenza basilare del mondo Malazico: se avete letto I Giardini della Luna e la prima metà de La Dimora Fantasma non avrete problemi di spoiler. Al contrario se siete nuovi della serie vi invito ad incominciare con I Giardini della Luna e a leggere in seguito questa e qualsiasi altra recensione presente sul blog. 


Partiamo con alcuni presupposti.

1) Sono un fan della Vecchia Guardia. Anzi, questa parte di worldbuiding rappresenta da sempre la maggior attrazione che ho nel leggere i romanzi Malazan. Per quanto ci siano molte altre cose incredibili, pensiamo ad esempio ai vari misteri magici, alle Case Azath e alle varie razze, per me la Vecchia Guardia rappresenta il meglio che può offrire Malazan, grazie ad alcuni dei personaggi più iconici mai creati per il genere fantasy. In particolare è la storia della creazione dell'Impero Malazan che mi affascina. Questa nuova serie di ICE è incentrata proprio sulla parte di trama che più mi piace, per questo avevo un'aspettativa molto elevata. Però non giriamoci intorno: in passato ICE mi ha deluso nella rappresentazione della Vecchia Guardia, basti pensare al caotico Return of the Crimson Guard. Se una cosa mi piace, la voglio perfetta, è uno dei miei difetti.

2) Altro presupposto importante: ICE non è mai stato al livello di Steven Erikson come scrittore. Tolto Dancer's Lament che ho recensito qualche mese fa, tutti gli altri lavori di ICE vanno dal fan-service al leggibile. Ci sono alcune parti scritte in modo magnifico, ma nel complesso i suoi romanzi sono lontani anche dai peggiori di Erikson. Dancer's Lament [DL] è stato un cambiamento incredibile e tutti i fan Malazici dovrebbero leggerlo, ma sarebbe potuto essere un caso isolato. Visti i precedenti avevo basse aspettative per DL2, proprio per non rimanere deluso ancora una volta. 

3) Presupposto finale: la complessità di Malazan non è un miraggio sventolato per spaventare i nuovi lettori. Solo alcuni universi che hanno avuto decine di creatori (come l'Expanded di Star Wars) possono vantare una complessità maggiore. Ciò è un problema per la continuity, perchè è già successo molte volte che ci fossero errori anche senza considerare le date messe praticamente a caso. L'Impero Malazan con i suoi membri è alla base di migliaia di pagine tra ICE e Erikson e sbagliare qualche informazione è molto semplice. 

Visti i presupposti posso descrivere Deadhouse Landing con una sola parola: TRIONFO
Per la prima volta posso onestamente affermare che ICE ha raggiunto Erikson come scrittore. E non intendo al livello dei Giardini e della Casa delle Catene che sono i suoi libri peggiori, perchè DL2 li supera ampiamente. Non raggiunge il livello di un Memorie di Ghiaccio, ma alla fine quanti libri fantasy nell'intero panorama internazionale lo raggiungono e lo superano questo livello?

La parte più gratificante è che ICE ha migliorato la scrittura anche nei confronti del precedente DL che, come ho scritto nella recensione, era un libro del tutto rispettabile, il migliore scritto da lui fino ad ora. Ma DL2 lo supera in tutto. 

Prima cosa: il trattamento riservato alla Vecchia Guardia che in passato mi aveva fatto storcere il naso, qui è perfetto. E non sto esagerando, è meglio di come mi immaginavo fosse la storia dai pochi passaggi che Erikson ci ha suggerito nei suoi libri. 
Se DL si può considerare un prologo con pochi personaggi conosciuti a fare da comparse, tolti i protagonisti Wu e Dancer (con Dassem come pg secondario), in Deadhouse Landing ICE droppa le bombe, i pezzi da novanta. Ve ne dico giusto alcuni per capirci di chi stiamo parlando, ma ce ne sono altri che vanno scoperti leggendo:

IL TRIO
Kellanved (insieme a Bad Demon :D)
Dancer
Dassem Ultor

I NAPAM
Laseen
Cartheron Crust
Urko Crust 

I MALAZAN
Dujek
Mock

I MAGHI
Tayschrenn
Tattersail
Nightchill
Nedurian
Obo 
Agayla

E molti altri che sarebbe spoiler rivelare perchè non si vedono fin dall'inizio del romanzo. Un roster che ben poche altre saghe possono vantare, ma proprio per questo anche molto difficile da gestire. Basta poco per far infuriare i fan e come ho scritto prima, la Vecchia Guardia è la parte di Malazan che preferisco, ma proprio per questo alla minima esitazione da parte dell'autore mi arrabbio. 
ICE però ha saputo gestire il tutto in maniera impeccabile: dal punto di vista della continuity è praticamente tutto perfetto e solo i lettori più smaliziati potranno vedere alcune incongruenze con quello che già sapevamo, per esempio Dujek non è un bambino/adolescente quando entra nella Vecchia Guardia ma ha circa 20 anni. Però l'intera saga Malazan ha un conteggio particolare degli anni (eufemismo) e Erikson ha fatto molto peggio in certi casi. Considerando DL2 nell'insieme, queste piccole incongruenze svaniscono, perchè secondo me nemmeno Erikson avrebbe potuto scrivere un romanzo migliore dal punto di vista della continuity. Anche i fan più hardcore sono rimasti soddisfatti come dimostrano le recensioni che variano dal positivo all'entusiatico. 
Aiuta anche il fatto che DL è una sorta di lungo prologo alla nascita dell'Impero e alla relazione tra Dancer e Kellanved: avendo gestito il primo incontro e l'avvicinamento tra i due nel libro passato, in DL2 ICE può partire fin da subito nel mezzo della storia lasciando stare i preamboli. Ciò si traduce in una velocità di lettura che rivaleggia con i thriller, letteralmente non riuscivo a staccarmi dal libro perchè fin dalla prima pagina si entra subito nel vivo della storia. La scelta di ICE di creare un romanzo-prologo si è rivelata un successo perchè aumenta esponenzialmente il piacere di lettura di DL2. 

Bene, abbiamo appurato che i personaggi sono gestiti in modo impeccabile, ma la trama? Non posso dilungarmi molto per evitare spoiler, ma fin dal titolo del primo romanzo uscito sappiamo che l'Impero Malazan riveste un ruolo fondamentale in questo mondo e non ci vuole molto a capire che essendoci un luogo chiamato Isola di Malaz (o Città di Malaz), l'impero possa essere nato lì, come più volte dichiarato da Erikson. ICE ha saggiamento deciso di procedere con logica: non ci sono plot twist clamorosi rispetto a quello che già sapevamo della storia passata, non ci sono cambiamenti epocali, il tutto è stato scritto per non contraddire la base su cui poggiano tutti gli altri romanzi e ciò è un bene, perchè sarebbe stato molto rischioso il contrario. In passato ICE lo aveva fatto e la community non aveva gradito (anche qui un eufemismo). Ha imparato dai suoi errori e finalmente si è evoluto come scrittore, perchè non si è fissato sul cosa dice la trama, ma sul come dirla.
Come al solito abbiamo una convergenza, anche qui non credo sia un grosso spoiler. Non è una delle migliori convergenze, ma non è nemmeno terribile. Serve a portare insieme il gruppo della Vecchia Guardia, serve come ponte verso future storie in questa serie, quindi non poteva essere chissà che cosa, altrimenti quelle dei romanzi successivi sarebbero rimaste eclissate. 

Una cosa in cui ICE è migliorato in modo netto è la gestione del ritmo della narrazione. Il più grande problema nella sua precedente serie erano i troppi punti di vista che spaccavano la narrazione, tranciando il ritmo e abbattendo la curiosità del lettore. Non riuscivo a staccarmi da DL2 e questo perchè il passaggio tra i vari punti di vista avviene in modo spontaneo, senza forzare la narrazione. C'è un motivo se pochissimi autori usano molti punti di vista nello stesso romanzo, perchè è un incubo gestirli tutti e passare da uno all'altro senza ammazzare il ritmo. In DL ICE c'era riuscito limitando a 2 i punti di vista principali (in confronto ai 10 e passa di alcuni suoi libri precedenti), mentre invece con DL2 aumenta a 4 personaggi principali (Dancer, Tayschrenn, Tattersail e Dassem) diminuendo il numero di pagine totali. Ammetto che ad inizio lettura avevo paura che fosse ricaduto nel suo vecchio vizio, ma non è così. Tutto funziona alla perfezione, la storia viene narrata in modo perfetto. Praticamente un thriller.

Giusto per dire qualcosa in più sui personaggi punti di vista e la loro trama. Se non volete sapere nulla saltate questa parte di recensione. E' per solleticarvi l'appetito ed invogliarvi a passare al lato Esslemontiano di Malazan:
  • Dancer. E' magnifico vedere lo sviluppo della sua relazione con Kellanved. E' il lato logico e pianificatore del duo. Ancora più interessante sarà vedere come si svilupperà il suo rapporto con Dassem e i Napam. Ha subito una significativa evoluzione psicologica trovando il suo primo vero amico dopo una vita di tribulazioni. La sua danza con i pugnali viene messa a dura prova in questo romanzo dall'unico che potrebbe essere al suo livello come sicario. 
  • Tayschrenn. La genesi del mago più potente tra gli esseri umani. Come potenza pura nemmeno Quick Ben lo può battere. Sappiamo che era un acolito di D'rek e che per qualche motivo si è allontanto dal Culto del Verme. Viene spiegato il perchè. Molto interessante la sua trama ambientata a Kartool, il mio luogo preferito del mondo Malazan!
  • Tattersail. Devo dire la verità: anche se sembra essere molto popolare, a me non ha mai detto nulla. E' la peggiore trama del romanzo, ma non perchè sia scritta male, anzi, la vediamo all'opera in una battaglia navale e ben pochi autori sono al livello di ICE in questo, è proprio che non riesco a farmela piacere come personaggio. Per dire, mi è piaciuto molto di più Mock rispetto a lei.
  • Dassem. La genesi del migliore spadaccino del mondo. ICE è stato super in gamba a mantenerne i tratti salienti, pur differenziandolo dalla versione Eriksoniana che avviene 100 anni e molte disavventure dopo. Scopriamo come ha fatto a diventare così forte, scopriamo nuovi lati del suo carattere. E lo vediamo all'opera nel suo primo scontro campale. Il mio personaggio preferito della Vecchia Guardia dopo Kellanved.

Deadhouse Landing è un trionfo sotto tutti gli aspetti. In effetti l'ultimo libro di Erikson che può batterlo è TCG uscito nel 2011. A questo punto sono molto più ansioso di leggere il seguito di DL2 piuttosto che il primo libro della Toblakai Trilogy di Erikson.
DL2 ha tutto: rispetto per il canon, personaggi ben caratterizzati, una scrittura con poche sbavature, ritmo incalzante, zero filosofia e permette di capire molto meglio cosa avviene in tutti gli altri romanzi, specialmente in quelli di Erikson. Non posso che consigliarlo caldamente a tutti i fan, anche a chi mastica poco l'inglese, perchè è semplice da leggere.
Se c'è ancora qualcuno dubbioso, perchè è difficile scrollarsi di dosso una brutta reputazione del passato, prestate attenzione: dopo quasi 20 anni e 20 romanzi scopriamo finalmente cosa sono le Case Azath! Solo questa conoscenza vale il prezzo del libro!

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